venerdì 2 Ottobre 2026

Miastenia gravis per 15mila italiani, la sfida è personalizzare le cure

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – È una malattia autoimmune rara, cronica caratterizzata da debolezza e affaticabilità muscolare. Ha un impatto significativo sulla quotidiana e in colpisce più di 15mila e donne. È la miastenia gravis generalizzata, una patologia in cui l’evoluzione delle conoscenze e la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche hanno ampliato le possibilità di cura. Rimangono tuttavia importanti margini di miglioramento nella gestione della malattia, in particolare la priorità è la personalizzazione del percorso terapeutico. Sono poi necessari un accurato monitoraggio della risposta alle cure, la programmazione del follow-up e l’integrazione delle diverse modalità di trattamento nella pratica clinica.  

Tutti questi temi sono stati al del ‘Training Xperience’, un percorso di “ sul campo” che nel corso del 2026 ha coinvolto tre importanti centri neurologici della Lombardia (Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta, Irccs Ospedale e Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo). L’obiettivo è stato portare la formazione direttamente nella pratica clinica quotidiana degli specialisti. Nei giorni scorsi a Milano si è tenuto l’ultimo evento. Training Xperience è un realizzato con il contributo non condizionante di Argenx. 

“La malattia interessa la giunzione neuromuscolare che assicura la degli impulsi dalle fibre nervose motorie a quelle muscolari – sottolinea Yuri Matteo Falzone, neurologo presso l’Uo di Neurologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano -. L’alterazione provoca disturbi che riguardano la forza e la resistenza e che possono interessare tutti i muscoli volontari. In particolare colpisce il distretto oculare e quello bulbare, gli arti e interferisce sulla funzione respiratoria. A volte può portare anche alla necessita di intubazione e di ventilazione meccanica. È dunque una patologia grave, da non sottovalutare e che mina seriamente la qualità della vita. Tuttavia la sua scarsa diffusione e i sintomi molto generici causano spesso notevoli ritardi diagnostici e quindi anche interventi terapeutici meno efficaci”.  

 

“La gestione della miastenia gravis sta attraversando una fase di profonda evoluzione – aggiunge Lorenzo Maggi, di Neurologia 4, Neuroimmunologia e malattie neuromuscolari dell’Istituto Neurologico Besta -. Disporre di più possibilità terapeutiche rappresenta un progresso importante, ma rende ancora più centrale la capacità di individuare, per ciascun paziente, il percorso più appropriato. La sfida oggi non è soltanto conoscere i trattamenti ma inserirli in una strategia di cura realmente personalizzata, basata sulle caratteristiche cliniche del singolo malato e sul monitoraggio della patologia. L’innovazione però produce pienamente valore solo quando entra realmente nella pratica clinica”.  

“Il confronto diretto tra specialisti su casi, strumenti e modalità di follow-up consente di mettere in relazione le evidenze scientifiche con le decisioni che siamo chiamati ad assumere ogni giorno – sottolinea Camera, neurologa della Sc Neurologia dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. È fondamentale costruire intorno al paziente un percorso organizzato, capace di garantire monitoraggio, appropriatezza e continuità assistenziale. Confrontare i modelli sviluppati nei diversi centri permette di condividere soluzioni concrete e best practice. Può contribuire a rendere sempre più efficace ed efficiente la gestione della miastenia sul territorio. La conclusione delle tre tappe lombarde rappresenta anche un ulteriore passo nel percorso di collaborazione tra i centri neurologici della nostra Regione”. 

“In una patologia rara e complessa come la miastenia gravis, la disponibilità di target therapy sta ampliando le possibilità di cura e apre la strada a una gestione sempre più personalizzata – sottolinea Silvia Rossi, direttore medico di Argenx Italia -. In questo scenario, la formazione continua e il confronto tra specialisti assumono un ruolo fondamentale: investire nella condivisione delle conoscenze e delle esperienze significa favorire l’integrazione dei progressi scientifici e terapeutici”. 

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