lunedì 5 Ottobre 2026
Renzi

La mossa di Renzi riapre la guerra al centro: contromossa Meloni-Tajani, scontro duro con Calenda

Il perimetro moderato diventa un campo di battaglia. La premier rispolvera l'eredità della DC, il leader azzurro blinda il ruolo di Forza Italia chiudendo al "calciomercato" e tra i riformisti esplode il duello sulla politica estera

Di Simone Alliva
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il centro dello schieramento politico si trasforma nel terreno dello scontro più acceso del panorama . A scatenare la contesa sono state le mosse su più fronti maturate nel fine settimana: da un lato l’offensiva di Matteo Renzi dalla , dall’altro gli interventi dei vertici di volti a tracciare i confini dell’elettorato moderato.

A Saint-Vincent, in occasione di un convegno dedicato al patrimonio politico della , la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la matrice valoriale dell’esecutivo, respingendo l’idea di un centro d’attesa: “Il centro non è un luogo dove stare a metà strada, ma una cultura fatta di famiglia, lavoro, libertà e senso dello , che abbiamo messo al centro dell’azione di governo”. Parole raccolte con favore dal leader di Noi Moderati , ma che incrociano la parallela contesa d’area guidata da Forza Italia. Il segretario azzurro Antonio Tajani ha infatti blindato la posizione del proprio definendolo l’unico “centro di gravità permanente” e avvertendo che Forza Italia non insegue il centro perché “è il centro”. Se il governatore calabrese ha provocatoriamente ipotizzato un allargamento verso Renzi, Calenda e Marattin, a frenare sono stati i vertici azzurri con Fulvio Martusciello e Maurizio Gasparri, netti nell’escludere qualsiasi logica di “calciomercato” con il leader di Italia Viva.

Lo scontro aperto tra i riformisti e il civico

Se nel si discute sui confini della coalizione, nell’area ex Terzo Polo si consuma l’ennesimo strappo frontale. Il punto di rottura tra Azione e Italia Viva riguarda la politica estera e la gestione del conflitto in Ucraina. Reagendo al richiamo di Renzi sul ruolo primario della diplomazia, Carlo Calenda ha sferrato un attacco diretto all’ex premier, trasformando il confronto programmatico in un duro duello personale: “Vergognati e vai a Kiev”.

Sullo sfondo delle manovre dei partiti tradizionali si muove intanto il versante degli amministratori locali. Nelles stesSe ore prende forma il progetto Sindaci d’Italia, una rete di amministratori del territorio formalmente costituita come partito. Pur senza stringere alleanze immediate — come chiarito dal presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta —, l’iniziativa si proietta verso le prossime scadenze elettorali come possibile approdo per l’elettorato civico e moderato.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata