All’inizio del 2020 il governo cinese si trovò ad affrontare due emergenze parallele: da un lato l’insorgere di una malattia sconosciuta a Wuhan, dall’altro una marea montante di denunce online che rischiava di incrinare la tenuta politica del Paese. A distanza di mesi, il Partito Comunista Cinese era riuscito a disinnescare entrambe le minacce. Se la gestione sanitaria è stata rivendicata a livello globale, il vero capolavoro del regime è stato la costruzione di un apparato di censura e propaganda capace di riscrivere integralmente la storia della crisi, trasformando un disastro sanzionato dal ritardo burocratico in un trionfo del modello autocratico.
Censurare il virus: la ricetta di Pechino che fa scuola nei regimi autoritari
Dalle inchieste silenziate alla repressione dei citizen reporter: come Pechino ha soffocato le notizie sull'epidemia a Wuhan per riscrivere la narrazione e rafforzare il potere statale
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