martedì 6 Ottobre 2026

Cosa sta succedendo in Siberia: laboratorio blindato, allarme peste e il silenzio di Mosca

La morte sospetta della ricercatrice 28enne Darya Shipilova all'Istituto anti-peste di Irkutsk rievoca i fantasmi del 2020: tra quarantene, smentite del Cremlino e le offerte di aiuto di Trump

Di Redazione
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La formula burocratica che fa tremare i mercati e le diplomazie internazionali è sempre la stessa, già tristemente nota ai tempi di nel 2020: “Polmonite ad eziologia sconosciuta”. Questa la diagnosi ufficiale che ha accompagnato il decesso di Darya Shipilova, 28 anni, ricercatrice impiegata presso l’Istituto anti-peste di Shelekhov, nell’oblast di Irkutsk, in Siberia. La donna, ricoverata il 28 settembre e deceduta il 2 ottobre 2026, lavorava in un centro ad alto rischio biologico che conta circa novantacinque studiosi. La rapidità del decesso e le ricostruzioni non ufficiali — secondo cui la ricercatrice avrebbe rotto accidentalmente una provetta contenente una coltura viva del batterio Yersinia Pestis — hanno fatto riaffiorare l’incubo della .

Il laboratorio blindato e la catena delle quarantene

Mentre le autorità sanitarie centrali mantengono il massimo riserbo, la macchina dei controlli territoriali si è mossa rapidamente per tentare di contenere il potenziale focolaio. Sono 189 le persone messe sotto sorveglianza per aver avuto contatti diretti o indiretti con la giovane ricercatrice. Misure di quarantena sono state prorogate negli ospedali della zona di Irkutsk, dove ai pazienti e alle donne in gravidanza viene imposto un modulo di screening con l’obbligo di barrare la casella relativa alla “peste”.

Nel frattempo, oltre 60 colleghi della vittima risultano isolati all’interno della struttura di Shelekhov, costretti a dormire su letti di fortuna in attesa degli esiti dei tamponi. Anche l’indotto industriale ha alzato le barriere: la fonderia cittadina ha reintrodotto l’obbligo tassativo di mascherina per gli . Nonostante l’amministrazione di Baikalsk abbia prima diffuso e poi precipitosamente rimosso un avviso su Telegram in cui raccomandava ai cittadini di evitare spostamenti verso Shelekhov, la psicosi si sta diffondendo rapidamente tra la locale.

Muro di gomma da Mosca: il parallelo con il modello Pechino

A condizionare la gestione dell’emergenza è l’opacità del Cremlino. L’agenzia federale per la tutela della salute pubblica, il Rospotrebnadzor — nota in Italia per la discussa medico-militare del 2020 —, nega con fermezza qualsiasi incidente biologico o la presenza del bacillo della peste negli esami della vittima, attribuendo i contagi tra i contatti a isolati casi di Covid-19 e rinovirus.

Tuttavia, le smentite di Mosca e gli inviti del governo a “non credere alle notizie provenienti dall’esterno” ricordano da vicino la strategia di comunicazione adottata dalla Cina nei primi mesi della da coronavirus. La mancanza di trasparenza ha spinto i paesi confinanti — tra cui Kazakistan, Kirghizistan e Uzbekistan — a blindare le frontiere e a rafforzare i controlli doganali per impedire un’eventuale diffusione del contagio.

La diplomazia della peste: l’offerta di e le valutazioni degli esperti

La vicenda ha varcato immediatamente i confini siberiani diventando un caso geopolitico. Negli , il Donald Trump ha dichiarato di seguire la situazione “molto da vicino”, offrendo pubblicamente l’assistenza tecnica ed epidemiologica americana a Vladimir Putin, mentre il Dipartimento di Stato ha formalmente richiesto a Mosca massima trasparenza e velocità nella condivisione dei dati scientifici.

Sotto il profilo medico, la peste polmonare rimane un’infezione zoonotica ad altissima trasmissibilità per via aerea, potenziale killer se non trattata tempestivamente con opportuna terapia antibiotica. Gli epidemiologi internazionali, tra cui il professor Brendan Wren della London School of Hygiene and Tropical Medicine, invitano alla cautela pur escludendo per ora il rischio di una pandemia globale: la Yersinia pestis è molto trasmissibile ma meno pervasiva del Covid-19 e l’isolamento tempestivo della rete di contatti della Shipilova dovrebbe consentire di contenere il cluster all’interno dell’oblast siberiano.

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