venerdì 9 Ottobre 2026

Fucilazione in diretta streaming negli Usa: dopo 90 anni torna l’esecuzione pubblica

Il Pentagono annuncia la condanna a morte di Nidal Hasan per il 3 dicembre nella base di Fort Hood. Il segretario alla Difesa Hegseth: "Aperta al pubblico e in streaming perché le conseguenze devono essere visibili"

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Un’impostazione che riporta gli Stati Uniti indietro nel tempo e riapre una violenta polemica e giuridica sulla pena di morte. La condanna dell’ maggiore dell’esercito Nidal Hasan, responsabile della drammatica sparatoria del 5 novembre 2009 nella base militare di in Texas in cui vennero uccise 13 persone, sarà eseguita il prossimo 3 dicembre. La novità clamorosa riguarda tuttavia le modalità: la avverrà in e la sequenza sarà trasmessa in diretta streaming e televisiva.

A confermare la decisione è un funzionario del Dipartimento della Difesa statunitense, facendo seguito alle affermazioni del segretario alla Difesa Pete Hegseth rilasciate all’emittente Real America’s Voice. Hegseth ha spiegato la scelta argomentando che la gravità dei commessi richiede conseguenze chiare ed esemplari davanti all’opinione pubblica, precisando che l’esecuzione verrà affidata a un plotone di soldati.

Un precedente storico che manca da novant’anni

Se l’iter verrà confermato senza stop giudiziari, la fucilazione di Hasan rappresenterà la prima esecuzione militare negli Stati Uniti dal 1961 e la prima in assoluto con plotone d’esecuzione dal 1945, anno in cui il soldato semplice Eddie Slovik venne giustiziato in Francia per diserzione.

Ancora più drastica appare la scelta di aprire l’evento agli spettatori e alle per lo streaming live. Negli Stati Uniti non si registra un’esecuzione pubblica da 90 anni, ovvero dal 1936, quando Rainey Bethea fu impiccato in Kentucky a seguito di una condanna per violenza sessuale.

Oggi la fucilazione come metodo di capitale punizione è prevista dagli ordinamenti di soli cinque Stati americani (Idaho, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Sud e Utah). La decisione del di riportare in vita la pena di morte mediatica e la fucilazione pubblica nella stessa base militare texana teatro del massacro sta già sollevando una durissima bufera e civile a livello internazionale.

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata