sabato 10 Ottobre 2026
Ignazio La Russa ph Ansa

La Russa detta i tempi della legislatura: “In urne a ottobre 2027, Meloni al Quirinale un bene per l’Italia”

Il Presidente del Senato traccia la rotta della legislatura verso l'autunno 2027. Porta sprangata all'ipotesi Vannacci ("Probabilità zero"), fiducia nella legge elettorale al vaglio della Consulta e smentita su una sua candidatura in Lombardia: "Dopo il voto mi vedo ancora senatore".

Di Redazione
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Da Palazzo Vecchio a Firenze, durante la Festa de , il presidente del Ignazio La Russa traccia la mappa temporale della legislatura ed entra a gamba tesa sulle grandi partite strategiche della politica italiana. In merito alla data delle prossime elezioni politiche, la seconda carica dello Stato sgombra il campo dalle su una fine anticipata o su slittamenti estremi: «La scadenza naturale può arrivare fino a dicembre, si potrebbe votare sotto Natale. Ma io penso che si voterà prima: la cosa più probabile è che si voti ad ottobre 2027».

L’esponente di Fratelli d’Italia ha mostrato piena serenità sul dossier del “Melonellum”, giunto al vaglio dei giudici costituzionali dopo la promulgazione del Quirinale: «La Corte è sovrana e sono fiducioso che la passerà il vaglio della Consulta. Se così non fosse ne prenderemo atto».

L’asse con Meloni, il a Vannacci e il politico

Ampio spazio è stato dedicato alla parabola politica di Giorgia Meloni. La Russa ne ha elogiato il percorso definendola «l’unica leader donna che non ha mai avuto bisogno di uno sponsor uomo», escludendo una sua corsa immediata al Quirinale poiché focalizzata sull’obiettivo di ricandidarsi a Palazzo Chigi, pur precisando che per il futuro «un’eventuale Meloni sarebbe un grande vantaggio per l’Italia». Allontanata invece qualsiasi ambizione per la presidenza della Repubblica o per la presidenza della Lombardia: «Non scherziamo. Dopo il voto mi vedo ancora senatore, se il mio partito vorrà».

In chiave di alleanze, la risposta più netta ha riguardato il generale Roberto Vannacci: «Oggi le probabilità di allearci con lui sono dello zero per cento. Chi ha tradito una volta può tradire ancora». La Russa ha infine rivendicato la continuità della destra italiana nel formare di governo, ricordando come «dopo Almirante sia arrivato Fini e dopo Fini sia arrivata Giorgia Meloni: la destra può difettare in tante cose, ma non nella capacità di fornire leader».

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