giovedì 15 Ottobre 2026

Trump vuole la fucilazione in diretta streaming, ma il Pentagono si ribella: “È un barbaro abuso”

Rivolta senza precedenti tra le fila dell'esercito Usa contro il piano di mandare in onda l'esecuzione di Nidal Hasan, il killer della strage di Fort Hood. Settantadue alti ufficiali e oltre 60 soldati del plotone si rifiutano di sparare in diretta tv. L'arcivescovo militare spinge per l'obiezione di coscienza e il presidente ora teme il boomerang elettorale

Di Redazione
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Quello che doveva essere uno show muscolare della Casa Bianca per galvanizzare la base MAGA rischia di trasformarsi nel più clamoroso autogol e militare per Donald . La decisione del capo del Pentagono, Pete Hegseth, di autorizzare la trasmissione in diretta streaming dell’esecuzione di Nidal Malik Hasan — lo psichiatra dell’esercito che nel 2009 massacrò 13 soldati disarmati nella base di Fort Hood — sta provocando una vera e propria muta dentro le forze armate americane.

A guidare la contro la barbarie della “morte in tv”, prevista per il prossimo 3 dicembre, è un comitato d’impatto composto da ben 72 tra ex , ammiragli e alti ufficiali in pensione. In una infuocata indirizzata al presidente e al Congresso, le altissime cariche militari hanno chiesto l’immediato annullamento della diretta, definendola un «barbaro abuso di potere» capace di violare la e di trasformare un assassino in un «martire» per il radicalismo islamico.

La spaccatura costituzionale: “Un carnevale per il divertimento di voyeur”

I generali ci hanno tenuto a precisare di non essere contrari alla pena di morte per l’autore dell’eccidio di Fort Hood, ma hanno attaccato frontalmente la deriva voyeuristica impressa dall’ Trump. Mandare in onda il plotone d’esecuzione, accusano i firmatari, svilirebbe quella che dovrebbe essere una «punizione solenne e grave» riducendola a «un carnevale per il divertimento di spettatori e voyeur», in palese del costituzionale contro le pene crudeli e inusitate.

Un attacco durissimo a cui si è aggiunta la presa di posizione dell’arcivescovo Timothy Broglio, guida della Diocesi militare statunitense, che ha bollato come inutile ed esecrabile l’esibizione mediatica dell’uccisione, invitando apertamente i soldati all’obiezione di coscienza su basi religiose.

Il plotone si ribella: fino a 180 soldati pronti a rifiutare l’ordine

Le parole dell’arcivescovo hanno fatto breccia direttamente nella truppa. Secondo quanto rivelato dal presidente della Military Religious Freedom Foundation, Mikey Weinstein, sono già almeno 60 i soldati americani che hanno attivato le procedure di assistenza legale per rifiutarsi di far parte del plotone d’esecuzione, un numero destinato a salire rapidamente fino a 180 militari pronti a disobbedire pur di non sparare davanti alle telecamere.

Uno schiaffo senza precedenti all’autorità di Hegseth e della Casa Bianca che sta spingendo lo stesso Donald Trump a un precipitoso dietrofront. Secondo le ultime indiscrezioni, il presidente americano starebbe valutando di cancellare la diretta streaming: il timore concreto è quello di un pesantissimo contraccolpo elettorale, con il rigetto sdegnato da parte dell’elettorato cristiano e di una larga fetta dell’ americana di fronte a uno macabro spettacolo medievale.

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