(Adnkronos) – “Il tema del rapporto pubblico-privato è alla base del lavoro di Cassa Depositi e Prestiti. L’occasione di oggi è pensata per incontrare la nostra comunità di investitori insieme ai rappresentanti delle più importanti aziende che fanno parte del nostro portafoglio, per continuare a mantenere quel clima di fiducia che ci ha permesso di fare quello che Cassa ha fatto. E, se volete, quello che ha fatto è basato proprio sul ruolo di Cassa come ponte fra pubblico e privato”. Sono le parole di Giovanni Gorno Tempini, presidente Cassa Depositi e Prestiti – Cdp, oggi a Milano al primo Investor Day organizzato dal Gruppo. “Ricordo che Cdp è un’istituzione pubblica -. aggiunge – Le azioni sono possedute dal Governo della Repubblica, ma si raccolgono capitali nel settore privato, sia di natura al dettaglio, come il risparmio postale, sia di natura istituzionale. Se non c‘è trasparenza sulle cose che facciamo, se non c’è un legame di fiducia sulle competenze che Cassa può mettere in campo, allora questo circuito virtuoso potrebbe essere messo in pericolo. Noi lavoriamo affinché questo non avvenga”.
Uno scopo da perseguire “generando opportunità di investimento, sia per quanto riguarda le aziende sia per quanto riguarda le infrastrutture sociali. Per esempio, il tema della casal così come quello delle infrastrutture sono molto importanti per la comunità degli investitori internazionali. Oggi parliamo di energia, di tecnologia, di intelligenza artificiale e di sistema dei pagamenti: sono tutti aspetti per i quali il mondo ha bisogno di tantissimi investimenti. La realtà è che le condizioni delle finanze pubbliche in giro per il mondo, a partire dagli Stati Uniti ma anche in tanti Paesi europei, come si è visto dall’andamento dei mercati obbligazionari nell’ultimo periodo, impongono grande disciplina – sottolinea il presidente di Cdp – Quindi, accanto al denaro pubblico, ci deve essere denaro privato. Il denaro privato si affianca a quello pubblico nel momento in cui riconosce progetti ben costruiti, chiari, che abbiano ritorni e impatti positivi. E questo è il lavoro di Cassa”.
“Il tema dell’Italia come ‘place to be’, è basato sulla mia lunga esperienza. Abbiamo vissuto un periodo in cui l’Italia, affiancata da altri Paesi, era considerata periferia. In termini pratici, questo significava che investire in Italia era considerato un’opzione. E quando parlo di investimenti in Italia, intendo sia quelli nel mondo delle aziende sia quelli nelle infrastrutture immobiliari e nel turismo. Siamo usciti da una fase nella quale investire in Italia era una scelta opportunistica. Oggi l’Italia è stabilmente parte dei portafogli internazionali. Vale la pena ricordare che i volumi – precisa – anche sul mercato dei capitali privati – il private equity, i fondi immobiliari e l’attività che si sta svolgendo nel venture capital – sono ancora indietro, in termini assoluti, rispetto a quelli di altri Paesi, ma sono molto, molto migliorati. Questo dà il senso di un’economia che ha comunque tanti spunti di attrattività e questo è il risultato del lavoro fatto in tutti questi anni”.
Si dovrebbe scegliere l’Italia come Paese in cui investire perchè “il sistema industriale del Paese è solido e diversificato, quindi non è monotematico. Ci sono tanti settori in cui l’Italia eccelle e le imprese italiane, come dimostrato dal saldo delle partite commerciali, riescono a competere in modo importante. Ci sono infatti aziende interessanti, che crescono e guardano ai mercati internazionali: questa è la prima ragione per guardare all’Italia. Peraltro, l’Italia ha una base manifatturiera fortissima, che molti ci invidiano e che molti altri Paesi cercano di ricostruire. Questo dà anche opportunità, per esempio, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale applicata, perché noi sappiamo che cosa significa l’applicazione. Si passa dalla meccanica alla meccatronica, dal farmaceutico all’alimentare e all’agroalimentare”.
“L’Italia è e continua a essere sempre di più una meta turistica, quindi ci sono investimenti immobiliari. Anche il settore alberghiero richiama tantissimi operatori internazionali che vogliono aprire in Italia. C’è poi un tema di rigenerazione urbana, che pure offre opportunità di investimento. Ci sono poi temi infrastrutturali. L’Italia è quindi un luogo di investimento da tanti punti di vista – continua – La ricerca, inoltre, è altrettanto importante perché, sebbene l’Italia sia indietro rispetto ad altri Paesi nella traduzione della ricerca in brevetti, i centri di ricerca italiani sono eccellenti da molti punti di vista. Uno dei lavori che stiamo cercando di fare è proprio accelerare il percorso di valorizzazione dei centri di ricerca – spiega – Questo perchè non è importante soltanto scrivere della ricerca, ma anche trovare applicazioni nel settore industriale”.
“Un commento sui mercati obbligazionari che posso condividere è il seguente. Se guardiamo un trend di natura storica, veniamo da un periodo di tassi bassissimi. Questo periodo, per tante ragioni, è finito. Quindi ci stiamo abituando ad avere tassi obbligazionari che, se escludiamo il decennio che va dalla grande crisi fino all’inizio degli anni Venti, tornano su livelli più consueti. Quel decennio è stato un’eccezione, perché non si era mai visto prima che il denaro costasse così poco. Dovremo abituarci a tassi diversi. L’Italia ha ricevuto una serie di promozioni da parte delle agenzie di rating in questi anni, che hanno contribuito ad aumentare il livello di fiducia e che, francamente, in una lunga carriera non avevo mai visto così concentrate nel tempo. Ovviamente dobbiamo tenere la barra dritta, perché questo è molto importante, ma non è un tema solo italiano. Infine, il livello dei tassi reali che oggi esprime il mercato obbligazionario, anche alla luce dei commenti che abbiamo sentito oggi, comincia a essere assai interessante”.
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