Mentre la narrazione ufficiale della maggioranza prova a raccontare la favola di un centrodestra solido e compatto, la Lega di Matteo Salvini si trova ad affrontare uno scontro interno che rischia di travolgerne la tenuta istituzionale e di partito. A svelare la portata della spaccatura è un retroscena pubblicato dal Corriere della Sera a firma di Marco Cremonesi, che ricostruisce il clima da resa dei conti con cui il Carroccio si avvicina al congresso del 24 e 25 ottobre a Milano.
Il dato politico più significativo riguarda il destino del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Secondo quanto riportato dal quotidiano di via Solferino, in un appunto riservato che elenca i probabili candidati lombardi alle prossime elezioni politiche — all’interno di una quota ridotta a soli 28-30 deputati per la componente salviniana —, il nome del titolare del MEF non figura affatto.
L’isolamento di Giorgetti e lo strappo sul congresso
L’assenza del ministro dell’Economia dai listini conferma il solco ormai profondo tra la linea d’indirizzo economico dell’esecutivo e le posizioni della dirigenza sovranista del partito. Come riferiscono fonti interne citate dal Corriere, tra i fedelissimi di Salvini la valutazione su Giorgetti è tranchant, definendolo come una vera e propria «contraddizione incarnata della linea della Lega».
A riprova del ridimensionamento del ministro, per la prima volta nella storia recente non sarà Giorgetti a presiedere i lavori del congresso leghista: al suo posto Salvini ha deciso di incaricare il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Dall’appunto sui candidati blindati emerge inoltre l’assenza del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, punto di riferimento dell’ala nordista, mentre l’ex ministro Massimo Garavaglia ha già ufficializzato la propria candidatura alla segreteria in aperta contrapposizione a Salvini, avversando una scissione che appare ormai imminente.
L’esposto alle Procure sulla gestione del partito e del simbolo
A complicare la posizione della leadership leghista si aggiunge il piano giudiziario e contabile. Come rivela la ricostruzione del Corriere della Sera, è stato depositato un esposto-denuncia presso le Procure di Roma e di Milano nei confronti di Matteo Salvini e di Igor Iezzi per la gestione della “Lega Nord”.
L’iniziativa, promossa dall’ex segretario romagnolo Gianluca Pini, contesta i profili di regolarità contabile legati al tesseramento e all’utilizzo del 2 per mille trasferito alla nuova entità “Lega Salvini Premier”. Un’azione legale che punta a riaprire la partita sul controllo dello storico simbolo originario e che mette a nudo i nervosismi di una maggioranza sempre più divisa al proprio interno.
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