giovedì 22 Ottobre 2026

‘Trasporto di Cristo al Sepolcro’ di Vasari all’asta a Milano

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Torna sul mercato dopo mezzo secolo il “Trasporto di Cristo al Sepolcro” di Giorgio Vasari, opera monumentale che sarà all’asta da Il Ponte d’Aste a Milano, a Palazzo Crivell, mercoledì 28 ottobre. Il ha una stima compresa tra 200mila e 250mila . La tavola rappresenta uno dei principali risultati emersi dagli studi sul corpus del pittore e architetto aretino. L’opera, riapparsa dopo una lunga fase di oblio, è stata riconosciuta come interamente autografa da Carlo Falciani, storico dell’arte che ne ha approfondito le caratteristiche stilistiche e tecniche. Sulla base dei confronti con altre composizioni vasariane, lo studioso ne colloca l’esecuzione intorno alla metà degli anni Quaranta del Cinquecento, probabilmente verso il 1545. 

Il dipinto non risulta menzionato nelle ricordanze di Vasari né nelle altre memorie note dell’artista rinascimentale. La sua collocazione cronologica è stata pertanto ricostruita attraverso il confronto con opere documentate dello stesso soggetto, in particolare il “Trasporto di Cristo” conservato alla Casa Vasari di , realizzato a partire da un’invenzione giovanile del pittore, e la tela eseguita nel 1540 per Santa Maria di Barbiano, oggi al Museo d’arte sacra di San Gimignano. Nella composizione, il corpo di Cristo è disteso in primo piano e sostenuto da Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea. La scena riprende soluzioni già sperimentate dall’artista, rielaborandole alla di modelli raffaelleschi e di una concezione più monumentale delle figure. Tra gli elementi che caratterizzano l’opera figura la posa dinamica del che sorregge le gambe del Salvatore, derivata dal “Trasporto di Cristo” detto Baglioni, oggi alla Galleria Borghese di . 

Particolare rilievo assume anche la tecnica esecutiva. Secondo Falciani, la tavola si distingue dalle altre opere coeve per una pittura rapida, diretta e insolitamente magra, con pennellate sicure che lasciano talvolta trasparire la sottostante. La costruzione delle figure attraverso tocchi essenziali, evidente nei panneggi e nei volti, suggerisce una modalità di lavoro particolarmente veloce. L’ipotesi di una commissione da portare a termine in tempi ristretti resta, tuttavia, da verificare attraverso ulteriori ricerche documentarie. (di Paolo Martini) 

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