giovedì 22 Ottobre 2026
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A Milano arrivano 500 parà della Folgore ma senza taser e manette

Il governo rafforza l’operazione Strade Sicure, ma l’assenza di specifiche dotazioni operative alimenta le preoccupazioni sull’efficacia dei nuovi presidi e sulla sicurezza dei soldati

Di Redazione
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Il punta a rafforzare la sicurezza a Milano con l’arrivo di 500 militari della Folgore, provenienti da Siena, nell’ambito dell’operazione Strade Sicure. Il ha approvato il provvedimento dopo gli scontri e i saccheggi che hanno interessato il capoluogo lombardo. Il contingente resterà operativo fino al 31 dicembre 2026, con una spesa prevista di 4,7 milioni di euro. L’obiettivo consiste nel potenziare la sui luoghi sensibili e aumentare la presenza dello sul territorio.

Il nodo delle dotazioni e dei poteri

La discussione riguarda soprattutto gli strumenti a disposizione dei militari e i limiti delle loro funzioni. Secondo le informazioni circolate sulla vicenda, l’assenza di manette, taser e spray urticante alimenta le preoccupazioni sull’effettiva capacità degli impegnati nei pattugliamenti di gestire situazioni pericolose. Il punto centrale, tuttavia, riguarda anche il quadro giuridico: i militari non dispongono automaticamente degli stessi poteri attribuiti alle forze di e non possono esercitare liberamente funzioni di polizia giudiziaria.

Il loro impiego rientra nelle competenze previste da Strade Sicure, mentre il prefetto, sentito il questore, stabilisce le modalità operative in base alle esigenze della città. I soldati possono svolgere di vigilanza e pattugliamento, contribuendo al del territorio in coordinamento con le forze dell’ordine.

Più uomini, ma restano gli interrogativi

Il ministro dell’Interno Matteo ha annunciato un impiego dinamico del contingente, con la possibilità di spostare le squadre dove emergono nuove criticità. Anche il sindaco Giuseppe ha espresso apertura all’arrivo dei rinforzi, pur richiamando l’attenzione sul rischio di nuovi disordini.

La questione resta quindi duplice: aumentare la presenza dei militari e garantire che possano operare in condizioni adeguate. Il rafforzamento numerico, da solo, non risolve ogni problema di sicurezza: contano anche le dotazioni, la formazione, il coordinamento con le forze di polizia e la chiarezza delle competenze.

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