domenica 25 Ottobre 2026

Cortei, in chat Youssef Siher invito ad alzare scontro: “Non ci fermeremo neanche con i blindati”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Obiettivi, schemi di , le tecniche per rendersi fantasmi dopo avere colpito, uffici e sedi simbolo del potere citate in chat in cui si invitava ad alzare il livello di violenza e di scontro contro la polizia, senza dimenticare le parole chiare arrivate sulla chat che sfiora i 9.500 componenti e sulla pagina Instagram ‘Movimento 17 ottobre’ seguita in pochi giorni da oltre 48mila follower: “Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeremo con i blindati”.  

Sono i messaggi scovati dalla Polizia di Stato che hanno aperto il varco per individuare e fermare , amministratore della pagina social, accusato di istigazione a delinquere, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e su cui si indaga anche per l’ipotesi di terrorismo per quella natura eversiva che ha avuto effetti concreti: il , la chiusura dei negozi, aspetti che vengono citati nel provvedimento della di Milano.  

Sarà il lavoro, lungo e non semplice, sui computer e sui telefoni a restituire una ‘rete’ di contatti che potrebbe scoperchiare altri vasi di Pandora e restituire legami tra mondi solo in apparenza lontani. Oltre a Youssef è , per gli stessi reati, anche la moglie, in quanto avrebbe gestito con lui le comunicazioni social. 

Il pm di Milano chiederà la convalida del fermo per Siher. Solo dopo aver ricevuto gli atti, il giudice per le indagini preliminari fisserà una data per la convalida del fermo. 

Il sequestro di cellulari e computer potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi ha provato a fomentare le proteste che hanno giovani e giovanissimi invadere le città. Siher, ricercatore dei movimenti politici islamici, 30 anni, italiano di seconda generazione, da ieri sera si trova in a San Vittore. 

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