sabato 31 Ottobre 2026

Malattie rare, De Stefano (UniCatt): “Piastrinopenia aumenta del 40% rischio mortalità”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “La piastrinopenia immune è una rara che, nella narrazione , viene attribuita ai giovani di sesso femminile. In realtà è trasversale: anche le persone anziane possono avere una piastrinopenia immune, oltre naturalmente ai giovani e ai bambini. È una patologia non banalissima, in quanto aumenta all’incirca del 40% il rischio di mortalità: circa la metà di questo incremento è legata a emorragie dovute alla bassa conta piastrinica”. Lo ha detto Valerio De Stefano, di Ematologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di , in occasione della terza giornata del Congresso nazionale della per lo studio dell’emostasi e della trombosi (Siset), in corso a Roma. 

“La situazione sta cambiando in maniera vertiginosa perché abbiamo a disposizione varie di farmaci che possono incrementare il numero di piastrine – prosegue De Stefano – Con la splenectomia, cioè la rimozione della milza, organo dove avviene la distruzione del complesso antigene-anticorpo, abbiamo fino al 60% di pazienti liberi dalla malattia nei successivi . Ma fortunatamente, negli ultimi 10-15 anni abbiamo a disposizione tutta una classe di farmaci che ci permette di superare questo approccio così invasivo. Possiamo avere terapie ‘one shot’, con somministrazioni di anticorpi monoclonali e quindi una manipolazione immunitaria che porta a un riequilibrio del sistema immunitario, oppure farmaci che mantengono la conta piastrinica in maniera cronica e stabile, con un modesto effetto di tipo immunitario”. 

De Stefano richiama infine l’attenzione sulle difficoltà della ricerca indipendente. “Oggi – conclude – abbiamo vincoli bloccanti da parte dei regolamenti sulla e dei comitati etici che stanno uccidendo la possibilità di fare ricerca indipendente. Attualmente l’unica ricerca importante su larga scala che può essere fatta è quella finanziata dall’industria. Questo va anche bene ma dobbiamo renderci conto che, per tutelare i pazienti, è necessario fare uno sforzo in più”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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