Le tensioni nel centrodestra si intensificano dopo lo scontro tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. Il 30 ottobre, la presidente del Consiglio ha escluso un’alleanza con il fondatore di Futuro Nazionale, chiarendo la propria posizione in un’intervista contenuta nel nuovo libro di Bruno Vespa, Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita il 2 novembre.
Meloni ha ribadito la volontà di proseguire l’esperienza di governo con il centrodestra tradizionale, senza accettare pressioni esterne. «Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti», ha dichiarato la premier, precisando di voler costruire una coalizione capace di includere anche nuovi movimenti civici. La leader di Fratelli d’Italia ha inoltre contestato la scelta di Vannacci di lasciare la Lega e la coalizione, accusando lui e i parlamentari che lo hanno seguito di votare contro il governo insieme alle forze di opposizione.
Lo scontro sulle alleanze e il futuro della destra
La presidente del Consiglio ha rivolto una critica diretta al nuovo movimento, sostenendo che il suo obiettivo rischia di favorire la vittoria della sinistra alle prossime elezioni. «Un partito che nasce per questo può chiamarsi come vuole, ma di destra non è», ha affermato Meloni, sottolineando le divergenze politiche con la formazione guidata dall’ex generale.
Vannacci ha risposto contestando la posizione della premier e ribaltando l’accusa: a suo giudizio, proprio l’esclusione di Futuro Nazionale potrebbe compromettere le possibilità elettorali del centrodestra. Il leader del movimento ha dichiarato che un’intesa resta possibile se la coalizione rispetterà le sue condizioni, precisando che le decisioni definitive arriveranno a ridosso del voto.
Verso le elezioni del 2027
La disputa apre interrogativi sugli equilibri della destra in vista delle politiche del 2027. La presenza di Futuro Nazionale potrebbe influenzare la distribuzione dei consensi e le strategie dei partiti, mentre Meloni punta a preservare la coesione della maggioranza e a evitare accordi che limitino l’autonomia del governo. Per ora, le posizioni restano distanti e il futuro dell’eventuale alleanza dipenderà dai rapporti politici e dalle scelte che i protagonisti compiranno nei prossimi mesi.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()

