lunedì 28 Settembre 2026
Il Ministro Giorgetti. ANSA_Palazzo Chigi

L’allarme di Giorgetti: “se la situazione non cambia temo la recessione”

Il ministro dell'economia è preoccupato per la grave situazione generata dalla guerra in Medio-Oriente. Nonostante la crisi energetica globale, il patto di stabilità rimane in vigore, rendendo impossibile introdurre misure straordinarie per scongiurare i rischi di una recessione

Di Simona Maggi
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Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, teme la recessione. Il responsabile dei conti pubblici ha espresso la sua preoccupazione davanti microfoni del tg3, a Como: “Temo che, se la situazione continuerà così sul fronte dell’energia e degli olii combustibili, la recessione arriverà. Temo”. Senza interventi o cambiamenti, dunque, il rischio è quello che si verifichi una contrazione economica.

La chiusura dello stretto di Hormuz ha infatti innescato una globale, che ha fatto aumentare i costi per famiglie e imprese. Ad essere saliti alle stelle anche i dei carburanti, le cui forniture sono sempre più scarse.

Nonostante la criticità della situazione e l’aumento inevitabile della spesa pubblica, l’Europa non sembra intenzionata ad accettare la sospensione del . Giorgetti, durante il question time aveva infatti spiegato che l’accordo potrebbe essere momentaneamente interrotto “solo in caso di grave recessione”.

Per ora non vi è quindi spazio per interventi straordinari che aiutino i cittadini e le aziende ad affrontare il difficile momento.
Ad aggravare la situazione vi è la , che continua a fare pressione affinchè tutti gli alleati aumentino la spesa militare.
L’economia ha già registrato un rallentamento, ma se la situazione in Medio-Oriente non si dovesse sbloccare, le preoccupazioni del ministro dell’economia potrebbero diventare realtà.

Cos’è il patto di e crescita (PSC)?

È un accordo siglato dall’ che stabilisce per il controllo delle politiche di bilancio degli Stati membri.
Il patto di stabilità ha quindi lo scopo di tenere sotto controllo i conti pubblici degli Stati Membri, per garantire la stabilità economica e monetaria.
L’ultimo Patto di Stabilità europeo è quello riformato e approvato nel 2024, che prevede due limiti: deficit pubblico massimo pari al 3% del PIL e massimo pari al 60% del PIL .

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