mercoledì 29 Luglio 2026
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Largo De Benedetti, i consultori non sono sacrificabili

la vicenda solleva interrogativi sulle scelte delle istituzioni e sul futuro dei consultori in un momento di forte difficoltà della sanità territoriale

Di Simona Maggi
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I consultori, come indicato dal report CGIL Lombardia del 2025, stanno vivendo un momento di (per un approfondimento si veda l’articolo al seguente link Malattie sessualmente trasmissibili in crescita ).

Un sanitario a rischio chiusura

Alcune vicende rendono particolarmente evidente le difficoltà che questi presidi territoriali stanno affrontando e il ruolo che viene loro riconosciuto dalla politica e dalla cittadinanza.

E’ il caso del consultorio di Largo di Benedetti di Milano, una storia a lieto fine che però fa emergere dei cortocircuiti.

Il presidio sanitario ha infatti rischiato di scomparire perchè il Comune di Milano ha deciso di vendere l’immobile in cui era collocato.

Nel 2023 l’azienda Coima, società finita al centro delle cronache per l’inchiesta sull’urbanistica di Milano, ha acquistato tramite asta pubblica il Palazzo di Largo De Benedetti per 30,5 milioni di , con l’intenzione di costruirvi un grattacielo di 17 piani.

Come conseguenza il consultorio di Largo De Benedetti, che offriva servizi e tutelava la di centinaia di donne, in particolare quelle con background migratorio , ha rischiato di chiudere. Nè il comune né , infatti, avevano individuato una soluzione alternativa in cui trasferire il servizio.

L’amministrazione, inizialmente, aveva suggerito di spostare il consultorio in un’altra zona delle città, distante 5 km dalla sua collocazione originaria.

Una proposta miope, perchè non teneva della caratteristica principale di un consultorio: essere un presidio territoriale, vicino alle persone e al quartiere che serve. Spostare di chilometri un servizio di prossimità avrebbe significato snaturarne completamente la funzione.

La mobilitazione cambia il destino del consultorio

Tuttavia la mobilitazione della cittadinanza attiva, delle associazioni, dei sindacati ha permesso di fare pressione sulle istituzioni , ossia sul Comune di Milano e su ASST Niguarda, fino a ottenere il salvataggio del centro socio-sanitario. Il consultario è stato trasferito nella casa di comunità di via Marelli, poco distante da Largo De Benedetti.

La storia si è conclusa con un lieto fine, il servizio è salvo.

Quanto accaduto, tuttavia, non può non sollevare alcuni interrogativi: pur riconoscendo il diritto del Comune di Milano di gestire il proprio come meglio crede, perchè procedere con la vendita di un immobile che al suo interno ospita un serivzio così essenziale, senza prevedere una soluzione alternativa adeguata? I consultori essere considerati sacrificabili, proprio mentre la medicina territoriale vive una crisi tanto profonda?

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