Nel giorno dei funerali di Lorena Isceri, la Puglia si raccoglie attorno alla famiglia della donna, uccisa nei giorni scorsi a Firenze dall’ex compagno. Dalla sua terra d’origine arriva anche un appello rivolto alla politica, alle associazioni e alle istituzioni affinché la lotta contro la violenza sulle donne diventi un impegno concreto e condiviso.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha rilanciato la necessità di costruire una società capace di riconoscere nell’amore il rispetto della libertà dell’altra persona.
L’incontro con il padre di Lorena
Antonio Decaro ha raccontato di aver incontrato il padre di Lorena, Franco Isceri, alla vigilia delle esequie. Nel confronto con il genitore, il presidente pugliese ha cercato parole capaci di alleviare almeno in parte una sofferenza che, di fronte alla perdita di una figlia, appare impossibile da descrivere.
«Ho provato, con Franco, a cercare parole di conforto. Ma di fronte al dolore più insopportabile di questo mondo, le parole di conforto non esistono», ha scritto Antonio Decaro.
Il presidente ha sottolineato di essere rimasto profondamente colpito dalla dignità dimostrata dal padre di Lorena, nonostante la tragedia vissuta. Da quella conversazione è emersa anche la richiesta di non fare passi indietro nella prevenzione e nel contrasto della violenza contro le donne.
Il dolore della famiglia diventa così un richiamo alla responsabilità collettiva, rivolto a cittadini e istituzioni.
«Amore e violenza non sono conciliabili»
Nel suo messaggio, Antonio Decaro ha ribadito con fermezza che nessuna circostanza può trasformarsi in una giustificazione per un femminicidio.
«Non esistono ragioni per ammazzare. L’amore e la violenza non sono conciliabili», ha affermato il presidente della Regione Puglia.
Secondo Antonio Decaro, non possono essere considerate attenuanti né una provocazione, né una mancata denuncia, né un tradimento. Nessun comportamento della vittima può giustificare o motivare l’uccisione di una donna.
La risposta, ha spiegato, deve partire soprattutto dall’educazione e coinvolgere le nuove generazioni. Per questo ha annunciato il proprio impegno affinché nelle scuole venga dato maggiore spazio all’educazione all’affettività e alla sessualità.
L’educazione come strumento di prevenzione
Per Antonio Decaro, la prevenzione della violenza deve iniziare molto prima che si manifestino comportamenti pericolosi. L’educazione al rispetto dovrebbe entrare nelle case, ma anche nelle scuole, accompagnando bambini e ragazzi fin dai primi anni di crescita.
«Dobbiamo lottare perché nelle case, ma soprattutto nelle scuole e fin dai primi anni di età, si insegni ai nostri figli cosa vuol dire amare», ha scritto.
Il progetto indicato dal presidente pugliese punta quindi a promuovere una cultura delle relazioni fondata sul rispetto reciproco, sulla consapevolezza dei sentimenti e sulla capacità di accettare anche la fine di un rapporto senza trasformarla in possesso o violenza.
Donne libere e uomini capaci di rispettarle
Nel finale del suo messaggio, Antonio Decaro ha criticato anche l’idea secondo cui la sicurezza delle donne dovrebbe dipendere dalla presenza di uomini considerati più forti e protettivi.
«Una teoria secondo cui la felicità di una donna dipende dall’uomo, come fosse una sua proprietà. Niente di più sbagliato», ha osservato.
Per Decaro, il compito di uno Stato moderno è formare donne libere e uomini capaci di rispettare quella libertà. Un principio che, secondo il presidente della Regione Puglia, deve restare valido anche quando una relazione sentimentale arriva alla sua conclusione.
«È dovere di uno Stato moderno formare donne libere. E uomini che imparino a rispettare e ad amare quella libertà. Anche quando l’amore finisce».
Nel giorno dell’ultimo saluto a Lorena, il messaggio di Antonio Decaro si chiude dunque con un appello rivolto all’intero Paese: trasformare il dolore per una nuova vittima in un impegno concreto per educare al rispetto e contrastare ogni forma di violenza.
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