domenica 25 Ottobre 2026
Caccia, legge sparatutto

La maggioranza accelera sulla legge “spara-tutto” che stravolge la normativa sulla caccia

Scontro politico alla Camera per l'inserimento in calendario a novembre della riforma della caccia, ribattezzata dalle opposizioni "legge spara-tutto". AVS e M5S attaccano la maggioranza parlando di blitz elettorale. Il provvedimento estende i periodi venatori e le specie cacciabili, attirando le polemiche di ecologisti, scienziati e dell'Unione Europea per i rischi legati alla biodiversità

Di Redazione
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Esplode la protesta delle opposizioni per la decisione della maggioranza di calendarizzare a novembre, nei lavori dell’Aula della Camera, la discussione sulla riforma della caccia. Alleanze Verdi e Sinistra (AVS) e Movimento 5 Stelle accusano la destra di voler approvare a tutti i costi il provvedimento, ignorando i del mondo scientifico e della società civile. “La destra oggi ha imposto nel calendario dei lavori dell’Aula la legge spara-tutto”, dichiarano Luana Zanella, di AVS, e Sergio , vicepresidente della Camera ed esponente M5S. Secondo i due parlamentari, l’iter forzato risponde solo a logiche d’affluenza alle urne: “Sono completamente sordi alle proteste della società civile, alle richieste delle di tutela della selvatica, ai pesantissimi rilievi scientifici che mettono in guardia contro ogni ipotesi di distruggere le tutele del sistema faunistico fin qui garantite dalla legge 157 nel 1992, fino ai seri rilievi della . Ovviamente tutta questa fretta ha un sapore elettoralistico e non ha nulla a che vedere con l’ambiente e i beni comuni”.

Cos’è e cosa prevede il provvedimento

Definita con la formula spregiativa di “legge spara-tutto” dalle associazioni ambientaliste e dalle opposizioni, la punta a una profonda della normativa nazionale sulla caccia (la legge 157 del 1992). Il testo prevede l’ampliamento delle specie cacciabili, l’allungamento dei calendari venatori, l’accesso dei cacciatori anche nei fondi privati e nelle aree protette per le attività di contenimento, oltre alla riduzione delle sanzioni per alcune infrazioni venatorie e al depotenziamento del ruolo tecnico dell’ISPRA.

Le del mondo scientifico e dell’UE

Oltre al rigetto politico, il provvedimento raccoglie dure contestazioni da parte delle organizzazioni ambientaliste (come WWF, LIPU e ENPA) e del mondo scientifico, che denunciano il rischio di un grave impoverimento della biodiversità italiana. A pesare sul testo vi sono anche i rilievi della Commissione Europea, che ha già richiamato l’ per il mancato rispetto delle direttive UE “Uccelli” e “Habitat”, ipotizzando l’apertura di procedure d’infrazione se le tutele della fauna selvatica venissero depotenziate.

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