I leader della coalizione progressista, riuniti sul palco della festa di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno tracciato la roadmap del loro ipotetico primo Consiglio dei ministri in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche. Un pacchetto di riforme che spazia dall’economia ai diritti, dalla transizione ecologica alla politica estera. La segretaria dem Elly Schlein ha sottolineato che “sarà un primo Cdm lungo”, anticipando che “alcune proposte potranno” essere varate “subito e a costo zero, come il salario minimo”.
Le emergenze sociali, energetiche e civili nel programma comune
Nel piano dei progressisti trova ampio spazio la giustizia sociale ed energetica. Il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha invitato a “cambiare quest’aria afosa che sta producendo un aumento delle diseguaglianze sociali”, aggiungendo che “occorre abbassare il costo dell’energia, dire a Eni che deve cambiare missione sociale e non può più fare profitti sulle famiglie”. A queste istanze Schlein ha affiancato la battaglia per il “congedo paritario per entrambi i genitori pagato al 100%”, tema a cui ha dichiarato di essere “particolarmente legata”.
Dello stesso avviso il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che nel pronosticare una prima riunione di governo ricca di provvedimenti — “abbiamo aspettato un po’ di tempo e avremo tanto da deliberare” — ha posto l’accento sul contrasto al carovita, oltre a rilanciare temi di caratura internazionale e istituzionale, proponendo “deliberazioni significative sulla Palestina e l’interruzione degli accordi di cooperazione militare con Israele”. Conte ha inoltre sollecitato “l’abrogazione di tutte le norme infilate qui e là per reprimere il dissenso politico, per comprimere la protesta civile”, unitamente al ripristino del reato di abuso d’ufficio.
Il nodo del fisco e le priorità sul lavoro di Fratoianni
Il quadro dell’intesa progressista si completa con la visione economica di Nicola Fratoianni. Il segretario di Sinistra Italiana ha rimesso al centro dell’agenda la lotta alla precarietà e l’adeguamento delle retribuzioni, senza escludere interventi di redistribuzione fiscale: a suo avviso, la misura di una “patrimoniale” rivolta specificamente ai “super-ricchi” rappresenta una scelta politica ampiamente sostenibile che “si può fare”.
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