giovedì 10 Settembre 2026
Manifestazione pro Pal ph Ansa

Torna il ddl antisemitismo: vietato criticare il governo Netanyahu. E il Pd si spacca

Riprendono alla Camera i lavori sul ddl antisemitismo: il PD si divide tra l'astensione guidata dalla segreteria e il sì dell'ala riformista. AVS, Anpi e Stampa Romana denunciano il rischio di norme bavaglio sulle critiche alle politiche di Israele, mentre il centrodestra difende il provvedimento

Di Redazione
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Riprenderanno mercoledì in commissione Costituzionali della Camera i sul disegno di contro l’antisemitismo, a prima firma del leghista Massimiliano Romeo. A sei mesi dal via libera al Senato, il provvedimento riporta a galla le forti tensioni all’interno dell’opposizione e in particolare nel Partito Democratico.

La spaccatura tra i Dem e il “” di AVS

Fonti interne al PD confermano che il gruppo dem sarebbe orientato a mantenere la linea dell’astensione, ripetendo la scelta fatta a Palazzo Madama. Tuttavia, la componente riformista sembra decisa a confermare il proprio favorevole, creando un solco con la . Netta e senza sfumature, invece, la contrarietà dell’Alleanza Verdi e Sinistra. L’onorevole Zaratti, capogruppo AVS in commissione, ha dichiarato: “Il nostro sarà un no deciso al ddl perché il suo obiettivo non è reprimere le forme odiose di antisemitismo contro le quali esiste già la legge Mancino, ma di mettere un bavaglio alle critiche nei confronti dello Stato di Israele e questo non possiamo consentirlo”. AVS ha annunciato la propria partecipazione alla manifestazione di protesta davanti a Montecitorio.

La protesta di Anpi e Romana

Al presidio di mercoledì prenderà parte anche l’Anpi. Secondo l’associazione dei partigiani, il ddl “nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica”, con il rischio concreto di censurare chi critica le azioni militari. “Quanto sta avvenine a Gaza non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini”, sottolinea il comunicato ufficiale dell’Anpi. Sulla stessa lunghezza d’onda c’è l’Associazione , per la quale il testo non c’entra nulla con la lotta al pregiudizio d’, trattandosi invece di “nuove norme bavaglio che vogliono equiparare all’antisemitismo le critiche e le manifestazioni le politiche e le azioni di Israele”.

Le reazioni e la difesa del provvedimento

Se al Senato il testo era passato con i voti del centrodestra, di Azione, Viva e dei riformisti dem, alla Camera si preannunciano posizioni frastagliate persino nella maggioranza, vista la contrarietà dei vannacciani. Il deputato Edoardo Ziello aveva infatti già affermato di votare contro “per non mettersi insieme a tutte quelle forze politiche che dicono di essere dalla parte della libertà di espressione ma poi nei fatti ti imbavagliano e ti censurano”.

A difesa della legge interviene invece la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini, criticando l’Anpi: “Ognuno è libero di manifestare ed esprimere le proprie opinioni, ma dispiace che sul tema l’Associazione dei Partigiani scelga, ancora una volta, di assumere una posizione di parte”, aggiungendo che “di fronte a un antisemitismo sempre più dilagante non possono esserci divisioni, ambiguità o esitazioni”. Sulla stessa linea Maurizio Gasparri (FI), che si dichiara preoccupato e rattristato “dal tentativo messo in atto dall’Anpi, da molti settori della sinistra e anche da alcuni esponenti del mondo dell’informazione, di diffondere affermazioni assolutamente false e infondate”.

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