sabato 24 Ottobre 2026

Salvini sotto sfratto: i nordisti pronti alla cacciata. Sarà la sua ultima Pontida?

Tensioni altissime nella Lega in vista di Pontida. I governatori del Nord e il capogruppo Romeo mettono sotto assedio Matteo Salvini chiedendo una svolta decisiva di fronte al calo nei sondaggi, mentre l'ala dei lealisti fa da scudo attorno al segretario

Di Redazione
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In vista del raduno di Pontida del 20 settembre, la Lega vive una fase di forte scontro interno. Il confronto oppone la dirigenza sovranista guidata dal segretario Matteo Salvini al fronte nordista-autonomista, determinato a pretendere una profonda revisione della linea politica e degli assetti del Carroccio.

La tra nordisti, salviniani e la rete di Giorgetti

Il partito appare diviso in blocchi. La corrente territorialista fa capo ai governatori , Massimiliano , Maurizio Fugatti, all’ex doge Luca Zaia e al capogruppo al Senato , affiancati da ex esponenti come Gianluca Pini, Paolo Grimoldi e Roberto Castelli.

Dall’altro lato resiste la pattuglia dei lealisti salviniani, tra cui Claudio Durigon, Claudio Borghi, Andrea Crippa, Alessandro Morelli, Lorenzo Fontana, Susanna Ceccardi e . In mezzo resta l’area vicina al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e figure storiche come Roberto Calderoli, che ricorda: “in base alle norme, il segretario federale è attaccabile politicamente ma non tecnicamente”.

Lo scontro aperto sui e sulla segreteria

La fronda nordista contesta il drastico calo nei e chiede di riportare il Nord al centro. Ad Alzano Lombardo, Massimiliano Romeo ha attaccato la leadership: “Salvini ha i suoi meriti, ha fatto tanto, ma se la gente ti dice che non ti vota più qualcuno deve avere il coraggio di farlo presente. Io non faccio questa battaglia perché ho perso la poltrona. Anzi, rischio di perderla perché la faccio, ma non sto zitto come hanno fatto altri”. Romeo ha quindi incalzato: “Se Salvini vuole fare il ministro dell’Interno la Lega deve crescere. Se ci fermiamo al 4% la Meloni non ci regala niente”.

Di contro, il deputato salviniano Eugenio Zoffili ha criticato la fronda: “Romeo e Fontana in questo modo si comportano da irresponsabili e stanno danneggiando la Lega”. Il presidente lombardo Attilio Fontana ha provato a smorzare le tensioni: “Pontida non è dei dirigenti, è dei militanti. Sono sicuro che prevarrà il “. Tra i fondatori del Carroccio, Giuseppe Leoni ha promosso un’iniziativa di , avvertendo tuttavia che “l’uomo solo al comando non funziona più”.

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