Il dibattito interno alla coalizione progressista registra un passaggio rilevante con le dichiarazioni del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. In un colloquio con La Stampa, rilasciato a margine della Festa dell’Unità di Pesaro, l’ex premier definisce inevitabile il ricorso alle primarie di coalizione per la scelta della leadership in vista delle prossime elezioni politiche, confermando il proprio impegno a sostenere l’eventuale vincitore.
La necessità delle primarie e il coinvolgimento della base
Per il leader pentastellato, la consultazione popolare rappresenta un passaggio obbligato per garantire la tenuta del proprio elettorato all’interno dell’alleanza. “Sono al servizio del progetto progressista, a prescindere da chi vincerà le primarie. Se sarà Schlein, la sosterremo. Non farlo sarebbe di una vigliaccheria inconcepibile”, ha affermato Conte.
L’ex presidente del Consiglio ha sottolineato la rilevanza strategica del coinvolgimento degli elettori M5S, alla loro prima esperienza di coalizione per le politiche: “Per me non ci sono alternative – se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero. Per noi è la prima volta in una coalizione alle Politiche, dobbiamo far sentire coinvolta la nostra base. Dite che, se perdessi le primarie, molti dei nostri poi non andrebbero a votare alle elezioni, ma vi garantisco che se mi facessi da parte per far correre Schlein o un eventuale altro candidato, sarebbe peggio”.
L’organizzazione del percorso e il nodo alleanze
Onde evitare che le primarie si traducano in motivo di divisione, Conte evidenzia l’esigenza di una programmazione accurata: “Vanno preparate bene, non è che si vota un giorno e stop, serve un percorso per creare le giuste condizioni”. Sul fronte delle modalità di voto, sebbene il Movimento prediliga il turno unico e la partecipazione online, il leader precisa: “Non decido da solo, dovremo metterci d’accordo”.
Restano invece ferme le riserve sull’inclusione di Matteo Renzi nel perimetro della coalizione. “Per me Renzi ci fa perdere voti, prenderlo in coalizione è un errore – ma tanto Elly ha deciso fin dall’inizio di tenerlo dentro e dovremo farci i conti”, sostiene Conte. Di diverso avviso la valutazione sul movimento degli amministratori promosso da Alessandro Onorato, giudicato positivamente per il potenziale di attrazione verso gli astenuti: “Ha più capacità espansiva, al contrario di Renzi, può farci recuperare una parte degli astenuti”.
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