lunedì 28 Settembre 2026

Vino, Coldiretti: le catene della burocrazia e i dazi pesano per 1,6 mld, liberare il settore

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei e delle etichette allarmistiche farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull’, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali. E’ quanto emerge dall’ della Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly. della 58a edizione del salone del vino è infatti una grande bottiglia di vino avvolta da catene spezzate che campeggia all’ingresso di Casa Coldiretti e rappresenta la condizione attuale del settore vitivinicolo italiano. “Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle distorsioni che oggi penalizzano il settore non è uno slogan ma una necessità economica concreta. Parliamo di 1,6 miliardi di euro che possono tornare direttamente nelle tasche delle vitivinicole italiane. Per questo oggi più che mai serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy” sottolinea il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo. 

“Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro , avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro, nonostante la difficile situazione internazionale. Le grandi incertezze generate dai dazi di Trump hanno complicato il mercato negli Stati Uniti che sono il primo sbocco di riferimento”. Ad affermarlo è il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. “È un mercato che non si può perdere e proprio per questo come Coldiretti saremo a New York a per la promozione anche del vino. Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, – osserva il presidente – ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di crescere aumentando il valore medio del vino italiano, salito del 39% nell’ultimo decennio, puntando su identità e distintività. Con il straordinario di promozione e il lavoro delle imprese, il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali” conclude Prandini. 

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economia

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