A dodici mesi dalla scomparsa, la memoria di Papa Francesco resta vivida, motivo per cui un’immensa folla si è riunita oggi a Buenos Aires , sua città natale, per ricordarlo. Domani anche a Roma si terranno le celebrazioni per l’anniversario della sua morte.
L’ultima sorpresa
Poche ore prima di morire, nel giorno di Pasqua 2025, Francesco aveva sfidato la stanchezza e dopo l’ultima benedizione era salito sulla papamobile, spingendosi fin lungo via della Conciliazione per salutare, un’ultima volta, la sua gente.
Il 2025 per lui, era iniziato con tanta sofferenza. Prima le difficoltà respiratorie, poi il ricovero al Gemelli a febbraio e quelle dimissioni a marzo che sembravano un miracolo. Bergoglio non si era mai risparmiato, apparendo in sedia a rotelle tra le navate di San Pietro o recandosi nel carcere di Regina Coeli per l’ultimo Giovedì Santo tra i suoi amati detenuti. Poi, proprio mentre la Pasqua volgeva al termine, l’ictus fatale lo ha spento.
L’eredità di Bergoglio
Il pontificato di Francesco ha comportato un cambio di prospettiva quasi radicale. Ha messo le periferie al centro, poi Lampedusa, Lesbo, i corridoi umanitari. È stato il primo a denunciare il pericolo per una “terza guerra mondiale”, spendendosi fino all’ultimo respiro per la pace, mentre tutto il mondo parlava di guerra, dall’Ucraina a Gaza. Ha scelto di stare sempre dalla parte dei migranti, dei poveri e degli ultimi, senza esitazioni.
Le celebrazioni a Roma per l’ anniversario della morte
Si terranno a partire dalle 17 nella Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore, dove Bergoglio ha voluto essere sepolto. Alle 18 si celebrerà l’Eucaristia all’Altare Papale durante la quale sarà letto il messaggio di papa Leone XIV, che non potrà essere presente in quanto ancora impegnato nel suo viaggio in Africa.
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