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martedì 28 Aprile, 2026
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Il premio Strega si racconta, 80 anni di storia in mostra al Macro di Roma

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Una galleria di fotografie che scandisce, anno dopo anno, la lunga storia del premio Strega. Immagini che inquadrano i protagonisti dell’alloro letterario più importante d’Italia e i momenti particolari che lo hanno reso celebre. Una ‘biblioteca ideale’ in cui compaiono le prime edizioni del libri vincitori, da ‘Tempo di uccidere’ di Ennio Flaiano, che vinse nel 1947, a ‘L’Anniversario’ di Andrea Bajani che ha conquistato il gradino più alto del podio nel 2025. Il premio Strega, che quest’anno celebra la sua 80esima edizione, si racconta nella mostra ‘Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del premio Strega’, allestita al Macro, Museo d’Arte Contemporanea di Roma dal 29 aprile al 30 agosto. 

L’esposizione curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, realizzata in collaborazione con Bper Banca, Persol e Camera Nazionale della Moda Italiana, presenta una ‘stanza centrale’ che restituisce la dimensione più intima – domestica e al tempo stesso collettiva e relazionale – del salotto di casa Bellonci, il luogo in cui si riunivanano gli Amici della Domenica. Uno spazio, quello della mostra, popolato dalle opere e dagli oggetti che abitavano casa Bellonci; arricchito, tra le altre cose, da video, dalla ‘mitica’ lavagna sulla quale vengono tuttora riportati i libri che compongono la cinquina, dall’urna con cui si votava e dal documento che rappresenta l’atto di nascita degli Amici della Domenica. “La mostra – spiega all’AdnKronos Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci – è un modo per raccontare, attraverso il punto di vista di un premio letterario e dei libri che ha promosso, la storia del Paese. Una storia che tante volte si è intrecciata con quella del concorso, non fosse altro perché lo Strega nasce con l’Italia repubblicana con una struttura che riprende il referendum del 2 Giugno. Ovvero non un piccolo gruppo di letterati che stabiliscono quali sono i libri migliori dell’anno ma una vasta platea di lettori, sia professionisti sia non professionisti”. Il lavoro dei curatori, continua Petrocchi, rende “in modo plastico la complessità del premio Strega. Un premio che racconta l’Italia contemporanea e che ha disegnato un primo canone della letteratura italiana del Novecento, indicando ai lettori i libri che resteranno. Il premio ha avuto la fortuna di individuare ‘Il Gattopardo’, ‘Lessico famigliare’, ‘Il nome della Rosa'”, ricorda a questo proposito Petrocchi. Nella mostra “c’è il racconto di come tutto questo nasca da un salotto letterario, un’istituzione informale presente a Roma negli anni dell’immediato dopoguerra e che raccoglieva le migliori intelligenze del momento. Milano aveva l’editoria, Firenze aveva le grandi riviste letterarie e Roma aveva i salotti letterari”.  

Il progetto di allestimento firmato dallo studio di architettura Supervoid, insieme al progetto grafico curato dallo studio Caneva-Nishimoto, mette così in scena i diversi piani di lettura che la lunga storia del Premio Strega offre al visitatore, presentando inoltre gli oltre mille volumi selezionati dal 1947 a oggi, organizzati in una sequenza cronologica che racconta, in parallelo, vicende, protagonisti, polemiche e narrazioni mediatiche che accompagnano le settantanove edizioni fin qui disputate. “La mostra – ha evidenziato la curatrice Maria Luisa Frisa -mette in scena l’aspetto pubblico, quello della mondanità del premio, e quello più intimo, il salotto di Casa Bellonci”. 

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