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martedì 28 Aprile, 2026
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Il Festival di Spoleto riparte dall’omaggio a Menotti con ‘Vanessa’, attesi anche Mika e Arisa

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Riparte, il 26 giugno, sotto il segno del suo fondatore Giancarlo Menotti, con la messa in scena di ‘Vanessa’ di Samuel Barber su libretto dello stesso Menotti, la 69esima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto sotto la nuova direzione artistica affidata da quest’anno a Daniele Cipriani, con la consulenza per il teatro e l’opera di Leo Muscato e per la musica classica di Beatrice Rana. Manifestazione sotto il segno delle ‘Radici’, come ha sottolineato Daniele Cipriani durante la conferenza stampa di presentazione, oggi a Roma, nei saloni affrescati di Palazzo Barberini, in un ideale legame tra Spoleto e la storica casata romana. Il cardinale Maffeo, infatti futuro papa Urbano VIII, fu vescovo di Spoleto dal 1608 al 1617 e proprio in questi mesi è esposto, tra i capolavori in arrivo da tutto il mondo per la grande mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini, il Busto di Urbano VIII commissionato dal pontefice come offerta destinata alla Cattedrale di Spoleto. “Orgoglio, energia, ambizione sono i sentimenti che mi hanno permesso di incamminarmi verso Festival – ha spiegato il neo direttore artistico – ripensando il passato con uno sguardo al futuro, tra tradizione e performance contemporanee, tra cultura e intrattenimento, tra quello che è stato e quello che sarà. Una manifestazione che ‘abbraccia’ tutti, pubblico, artisti, città, senza confini tra le arti, con straordinari ritorni con la Maratona di Danza, ideata da Vittoria Ottolenghi e Alberto Testa, la mia prima ‘apparizione’ giovanissimo al Festival di Giancarlo Menotti”. 

Il ministro del Turismo, già sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, parlando del Festival di Spoleto, ha sottolineato l’importanza del “turismo culturale, un motore, un volano per il nostro Paese”, augurando al nuovo direttore artistico, “di cui conosco tutte le qualità, tutta la fortuna che merita”. Dopo ‘Vanessa’, una coproduzione tra il Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Teatro Petruzzelli, che debuttò a Spoleto nel 1961, il Festival dei Due Mondi, in programmma fino al 12 luglio, vedrà tra i protagonisti nel suo ricco cartellone, Yannick Nézet-Séguin sul podio con la London Symphony Orchestra e la stella del pianoforte Yuja Wang in una versione originale e suggestiva di Rachmaninov e Prokof’ev, mentre il concerto finale di chiusura, il 12 luglio, sarà affidato alla bacchetta di Gianandrea Noseda, che con la Filarmonica Teatro Regio Torino farà delle note di Menotti, Bernstein e Dvořák i pentagrammi di un ponte capace di omaggiare la cultura europea e quella americana, nel 250esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. La musica da camera illuminerà i Concerti di Mezzogiorno con le esibizioni dei musicisti e cantanti più brillanti della scena mondiale. A omaggiare i maestri del passato arrivano quelli del presente come Nicolas Altstaedt, il Quartetto Indaco, Quatuor Arod, Julia Bullock e Bretton Brown. A completare le proposte della sezione musicale, in un mosaico di generi e di note, il pianismo trascendentale di Arcadi Volodos, lo sperimentalismo di Laurie Anderson con Eyvind Kang e Martha Mooke, i brani originali del compositore estone-americano Lembit Beecher, il concerto mistico di Mario Brunello e Giovanni Sollima. 

Accanto al repertorio classico e ai progetti di musica sperimentale, a cui sono dedicati tre concerti a Casa Menotti, il Festival affianca, in uno spirito di relazione e non di contrapposizione, due amate icone di successo della scena pop. Lo spettacolo esclusivo’ Mika Symphonique’, in programma il 30 giugno, vedrà sul palco l’artista britannico-libanese Mika in un concerto inedito diretto dal canadese Simon Leclerc con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, mentre la ‘voce d’oro’ di Arisa approderà per la prima volta a Spoleto il 9 luglio, anche lei in Piazza Duomo, per incantare il pubblico con un programma in esclusiva per il Festival. Tra le star del Teatro che approderano negli spazi di San Simone, al Teatrino delle Sei, al Caio Melissa, palcoscenici di straordinaria suggestione come il Teatro Romano, il Teatro Nuovo, il Duomo, il regista e fondatore dello Schaubühne di Berlino Peter Stein con la prima assoluta del ‘Platonov’ di Čechov, Giuseppe Fiorello in scena con ‘L’educazione sentimentale’ scritta e diretta da Ivan Cotroneo, Franco Branciaroli con un ‘ritratto lucido e spietato’ della sua famiglia america’ e ‘Don Giovanni e il suo pitbull’ di Dan Fante, mentre il regista di origine palestinese Omar Elerian porta nello spazio del San Simone ‘Kohlhaas’ da Heinrich von Kleist, la compagnia norvegese-statunitense Wakka Wakka debutta con ‘Dead as a Dodo’, pièce dalle tinte ‘burtoniane’ che il New York Times non ha esitato a definire ‘geniale’. Il Teatro è anche mito immortale e senza tempo. Un tributo a Eschilo con ‘Eumenidi Oreste è salvo’, firmato da Serena Sinigaglia, a Shakespeare con ‘Venus and Adonis’, da parte della compagnia sudafricana Isango Ensemble. La letteratura trova spazio con l’omaggio a Beckett dei #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Spoleto, con la prima italiana di ‘Esencia’ scritta da Ignacio García May e diretta da Eduardo Vasco, direttamente dal Teatro Español di Madrid, interpretata da Juan Echanove e Joaquín Climent, con la rappresentazione del testo di Max Frisch, ‘The Arsonists Biedermann e gli incendiari’, diretto da Fritzi Wartenberg e interpretato dagli attori del Berliner Ensemble. 

La religione si trasforma in un viaggio nei Vangeli in cinque spettacoli con’ Le radici di mezzo mondo’, per la regia di Michele Santeramo e le musiche di Sergio Altamura. I talenti emergenti saliranno sul palco con le proposte dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, tra cui ‘Atti segreti per persone anonime’ di Claudio Tolcachir. Diciassette giorni di programma, 100 performance, di cui 7 prime mondiali e 9 produzioni originali per il Festival, con più di 1000 artisti provenienti da 27 Paesi. Regina assoluta dell’edizione 2026 anche la danza che apre sulle coreografie della prima europea di ‘This is Rambert’, lo spettacolo con cui la compagnia di danza contemporanea più longeva del Regno Unito celebra proprio a Spoleto al Teatro Romano, il suo centenario. Nelle stesse giornate si celebrerà un altro cebtenario, quello di Robert Rauschenberg, con la Trisha Brown Dance Company e il Merce Cunningham Trust, che ‘in Dancing with Bob’ rendono omaggio all’interdisciplinarietà dei linguaggi artistici con una performance tra danza e arti visive, con le coreografie di Trisha Brown e Merce Cunningham. L’incontro intimo e complementare di musica e danza è affidato invece a ‘Seven Ages’, il progetto site specific con cui il compositore Kirill Richter e il coreografo Marco Goecke firmano una performance ispirata alle sette età dell’uomo secondo Shakespeare, mentre in ‘Sons of Echo’ un collettivo di primi ballerini, tra cui l’étoile Daniil Simkin, che è anche direttore creativo del progetto, affronta il tema della mascolinità nel mito e nel presente sulle coreografie di quattro stelle femminili della danza contemporanea come Lucinda Childs, Drew Jacoby, Tiler Peck e Anne Plamondon, con la partecipazione straordinaria del due volte Grammy Award Gregory Porter. Alla chanson francese è ispirata la prima italiana della creazione di Benjamin Millepied ‘Du bout des lèvres’ e alla reinterpretazione del flamenco la performance ‘Ejercicios hacia el alivio’ che vede in scena la bailaora Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2022 Rocío Molina insieme con il bailaor e percussionista José Manuel Ramos Oruco. Il grande ritorno della Maratona Internazionale di Danza riunirà sullo stesso palco le stelle più talentuose del balletto, tra cui Tiler Peck, Roman Mejia, Maia Makateli, Madoka Sugai, Alessandro Frola e Sergio Bernal, protagonista di un’inedita versione flamenca del capolavoro di Stravinskij The Rite of Spring in prima mondiale, con un ensemble di 16 bailaores sulle coreografie di Albert Hernández e Irene Tena di La Venidera insieme a Eduardo Martinez. 

Sii ispira al rapporto tra uomo e natura il gesto artistico di Giuseppe Penone, eccellenza italiana che firma il manifesto della 69esima edizione del Festival con l’opera in bronzo e vegetazione ‘Le foglie delle radici’, installazione di quasi 10 metri che svetterà in Piazza Pianciani. Al maestro dell’Arte povera è dedicata una mostra diffusa, in collaborazione con lo studio dell’artista e Gagosian, che si completa con l’esposizione ‘Anafora’, a Palazzo Collicola, e con l’installazione – nell’Ex Battistero della Manna d’Oro – a cura di Saverio Verini con i sette video del ciclo Epheměris, presentata dalla Fondazione Carla Fendi. La visione surreale e dirompente di David Szauder, per la prima volta in Italia con un’opera completa, popolerà la città di ‘evocazioni’ confermando la vocazione del Festival a farsi vetrina di talenti internazionali. Le facciate dei palazzi storici, animate dalle proiezioni spirituali dell’artista ungherese, si faranno segno tangibile delle eredità immateriali di chi ha attraversato Spoleto e il suo Festival, contribuendo alla costruzione della sua identità. L’esposizione digitale Evocation of Spirits, in mostra durante il giorno per 7 spettatori alla volta nell’Ex Museo Civico, coinvolge 7 palazzi simbolo della città, che il videomapping renderà schermi a cielo aperto anche di notte. Notte che sarà illuminata anche dalle note del Lincoln Centre di New York. A partire dalle 23, nella sede di Palazzo Collicola, il Jazz Club avvolgerà le serate con la sua atmosfera conviviale ed elegante, propria dello spirito e dello stile della City that never sleeps. 

Il Festival non si ferma alle discipline storicamente rappresentate dalla kermesse, ma si espande fino a farsi contenitore di esperienze, incontri ed eventi. Arrivano le Lezioni di cinema con Antonio Monda, per spaziare da ‘I Vitelloni’ a ‘Mean Streets’ e gli Incontri letterari a cura di Leonetta Bentivoglio, che accolgono le voci più autorevoli della contemporaneità tra cui il cardinale Matteo Maria Zuppi e il Premio Strega Emanuele Trevi accanto al tributo alla giornalista Franca Sozzani Franca’s Legacy, composto di due documentari (uno inedito) e di un talk con Francesco Carrozzini, Carla Sozzani e Sara Sozzani Maino, Paolo Roversi ed Emanuele Coccia. In programma anche la rassegna al femminile ‘I Dialoghi a Spoleto’ curata da Paola Severini Melograni focalizzata sul coraggio delle donne, l’esposizione di Marco Nereo Rotelli dedicata a Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini PPP Pound Poesia Pasolini, le produzioni multidisciplinari della residenza artistica La Mama Spoleto Open. 

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