(Adnkronos) –
Una lite, poi i colpi ripetuti, almeno 12, inflitti soprattutto alla testa e anche sulle scale. Cambia la scena dell’omicidio di Garlasco e cambia l’autore del delitto di Chiara Poggi, uccisa con un’arma che resta sconosciuta la mattina del 13 agosto del 2007. E’ quanto sostiene la Procura di Pavia, che ha chiesto di interrogare il prossimo 6 maggio Andrea Sempio, unico indagato del delitto al posto dell’allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.
Nell’atto della Procura di Pavia, in possesso dell’Adnkronos, viene esplicitato in modo chiaro il movente e vedrebbe l’indagato repinto dalla sorella dell’amico Marco. Sempio ha ucciso Chiara Poggi, “con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”, si legge.
Da parte sua, Sempio oscilla tra il “tranquillo e il rassegnato”, ma non riesce a capacitarsi “di questo movente sessuale” contestato nell’inchiesta. “Non avevo rapporti con questa ragazza, non l’ho mai frequentata e non mi capacito di questo movente, ma sono certo che non c’entro nulla” con il delitto, dice tramite il suo legale, l’avvocata Angela Taccia.
“Un movente fantasmagorico, tanto che mai nel corso delle indagini era emerso. Siamo curiosi di vedere quale elemento lo supporti”. Lo afferma l’avvocato Liborio Cataliotti che insieme alla collega Angela Taccia difende Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Il movente, insieme alle aggravanti (crudeltà e motivi abietti) sono le novità contenute nell’avviso a compartire per il 38enne. “Finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la razio di questa nuova imputazione, comunque provvisoria. E comunque l’onere della prova spetta all’accusa” aggiunge Taccia.
Un movente che potrebbe essere contenuto nel pc dell’indagato, ma ricorda l’avvocata: “Siamo stati noi a proporre incidente probatorio su pc”. Quanto al delitto “apprendiamo che a quanto pare l’assassino è uno” – inizialmente il capo d’incolpazione dei pm di Pavia vedeva Sempio in concorso con l’assassino Alberto Stasi o ignoti – , “ma d’altronde tutto il team difensivo ha sempre sostenuto che l’assassino è uno”.
Per la Procura di Pavia l’omicidio del 13 agosto 2007 a Garlasco è aggravato dalla crudeltà – aggravante non riconosciuta contro Stasi – come sintetizza Cataliotti: “Si contesta la stessa aggravante (di Stasi, ndr), per lo stesso numero di colpi, aggravante che la stessa Cassazione non riconosce” all’assassino. Quanto alla scelta di presentarsi o meno, e di rispondere o tacere all’interrogatorio del prossimo 6 maggio, la difesa non si sbilancia. “Ogni scelta procedurale viene presa di concerto con l’assistito, il quale non ha alcun problema a parlare, ma qualunque cosa lui deciderà di fare sarà sempre su nostro consiglio”.
Nell’atto, la Procura spiega che Sempio “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la ventiseienne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”.
A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei futili motivi) e aggravato dalla crudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”.
Il movente è una delle novità del delitto del 13 agosto 2007 contenuto nell’invito a comparire della procura di Pavia. Nel nuovo impianto investigativo non vengono citati altri possibili complici né si fa riferimento ad Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio. La Cassazione aveva infatti stabilito che il delitto fu commesso da una sola persona.
La posizione di Sempio si basa su diversi elementi ancora al vaglio: una consulenza genetica che lo collegherebbe indirettamente a tracce trovate sulla vittima, un’impronta attribuita all’assassino nella scena del crimine e lo scontrino usato come presunto alibi, ritenuto dagli inquirenti non decisivo.
La nuova accusa segna un cambio di direzione rispetto alle prime fasi dell’indagine riaperta nel 2025, quando si ipotizzava un concorso con ignoti o con lo stesso Stasi.
“Prendiamo questa notizia con grande soddisfazione perché sono tantissimi anni che noi sappiamo che Alberto Stasi è innocente ed estraneo ai fatti per i quali è stato condannato e per i quali sta ancora scontando la sua pena”, afferma l’avvocata Giada Bocellari che insieme al collega Antonio De Rensis, assiste Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi.
Quando la Procura di Pavia, oltre un anno fa, ha indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, il delitto era “in concorso con ignoti o con Stasi” oggi invece il nuovo capo di incolpazione vede solo Sempio sulla scena del delitto del 13 agosto 2007.
“I prossimi passaggi saranno sicuramente di leggere attentamente gli atti posti alla base di questa accusa mossa nei confronti del solo Andrea Sempio e poi redigere l’atto di revisione” aggiunge. “Sicuramente non è un passaggio semplice né dal punto di vista tecnico, né dal punto di vista sostanziale perché chiaramente occorre leggere attentamente tutto. Diciamo no a iniziative di pancia, ma guardando sempre al diretto, sicuramente faremo la richiesta di revisione”.
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