mercoledì 6 Maggio 2026
L'Overshoot Day dell'Italia ph X

L’Italia è già in debito con la Terra: il conto dell’Overshoot Day arriva sempre prima

Il nostro Paese ha utilizzato tutta le risorse naturali per il 2026, dimostrando l'insostenibilità di un modello di sviluppo che non rispetta l'ambiente o la natura. Fontana (M5S): "Dobbiamo invertire la rotta o pagheranno le generazioni future"

Da Laura Laurenzi
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Il 3 maggio 2026 è il giorno in cui l’Italia ha raggiunto ufficialmente il suo “Overshoot Day“. Il nostro Paese ha superato con la domanda di risorse naturali la capacità rigenerativa della Terra per l’anno in corso. Il tutto in anticipo di tre giorni rispetto allo scorso anno. Un trend che preoccupa, anche in considerazione delle conseguenze che questo debito porta con sé. “Si tratta di un dato allarmante che fotografa con chiarezza l’insostenibilità del nostro modello di sviluppo”, spiega in una nota la deputata Ilaria Fontana, vice presidente del gruppo M5S alla Camera.

Uno squilibrio che è ovviamente peggiorato dalla crisi climatica, che di anno in anno si manifesta sempre con crescente violenza, dimostrando come sempre più territori siano vulnerabili e sottoposti a fenomeni intensi e distruttivi. Il nostro Paese conosce suo malgrado la distruttività delle alluvioni, che spesso radono al suolo interi paesi, lasciando cittadini e lavoratori tra fango e detriti. “Non possiamo più permetterci politiche deboli o incoerenti”, riconosce quindi Fontana, sottolineando come sia arrivato il momento di invertire veramente la rotta per cercare di dare risposte ad un pianeta Terra sempre più in difficoltà.

La crisi climatica e l’Overshoot Day

L’Overshoot Day dimostra che l’unica soluzione è quella di procedere con politiche di transizione ecologica che siano armoniose e realmente attuabili, senza che a pagarne le conseguenze sia il settore industriale del Paese. Un approccio che deve essere studiato e attuato nel lungo periodo per evitare di dover sempre agire dopo che si è verificata un’emergenza.

Solo in questo modo le politiche non saranno frammentate, ma saranno capaci di rispondere ai bisogni del Paese e al contempo prevenire catastrofi future. Un progetto su cui il governo Meloni non si è in alcun modo concentrato. “L’esecutivo compie scelte che ci fanno tornare indietro”, sottolinea Fontana, ricordando che l’obiettivo di questo piano è anche quello di evitare che le generazioni future paghino gli errori dei governi di oggi.

La sfida climatica è infatti anche una sfida di giustizia, che ha come fine ultimo l’equità generazionale, ovvero il principio etico e giuridico secondo cui le generazioni attuali devono gestire le risorse naturali, economiche e sociali in modo da non compromettere la qualità della vita e le opportunità delle generazioni future. Un fine che è ancora raggiungibile, ma su cui il governo deve attivarsi subito, prima che sia troppo tardi.

Leggi anche: Schlein: “Meloni ha fallito su tutto, tocca a noi far ripartire l’economia”

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