giovedì 16 Luglio 2026

Oncologi: “In 4 anni raddoppiato uso sigarette elettroniche e tabacco riscaldato”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – In 4 anni è quasi raddoppiato l’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025. Prese sia singolarmente che in associazione, le due tipologie di prodotto sono più diffuse tra i giovani. Sono maggiormente utilizzate dai 18-34enni (16,5%), mentre il consumo diminuisce nelle età successive, fino a raggiungere il livello più basso tra gli over 65 (1,4%). Da qui l’importanza di una norma che porti a un drastico aumento del prezzo non solo delle sigarette tradizionali, ma di tutti i prodotti da fumo. Ridurre il numero di fumatori è il primo obiettivo della proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. A circa tre mesi e mezzo dal lancio della campagna ‘5 euro contro il fumo’ (https://5eurocontroilfumo.it), sono state raccolte ben 40.000 firme, cioè l’80% delle 50.000 necessarie per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge. Nel nostro Paese circa 10 milioni di cittadini fumano e si stimano 93.000 morti ogni anno per il consumo di tabacco. La campagna è promossa da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia (clicca qui) e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di identità elettronica) o la Cns (Carta nazionale dei servizi). 

“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto finora, serve un ultimo sforzo per raggiungere quanto prima l’obiettivo delle 50mila firme – affermano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul , Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom-. La campagna, che può portare a una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo, ha ottenuto il supporto di 52 società scientifiche e Istituzioni e di 30 associazioni e fondazioni. Si tratta di una battaglia di civiltà, fondamentale per proteggere la dei cittadini e salvare migliaia di vite. Secondo le stime, un di cinque euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo. Il fumo è il principale fattore di rischio oncologico ed è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e Bpco. Queste evidenze mostrano la necessità di intervenire quanto prima con politiche fiscali efficaci. Inoltre, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il , dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini”. 

“I dispositivi elettronici – spiegano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – non solo attirano nuove quote di mercato tra i non fumatori e offrono una porta d’accesso al fumo, in particolare fra i più giovani e le donne, ma la maggior parte di chi fa uso di sigaretta elettronica o di prodotti a tabacco riscaldato è anche un fumatore tradizionale. L’adozione di dispositivi elettronici non rappresenta quindi una scelta verso l’abbandono della sigaretta tradizionale o per smettere di fumare, ma piuttosto l’occasione per mantenere questa cattiva abitudine e fare un uso congiunto dei diversi prodotti”. 

Anche un recente della Europea ha evidenziato l’aumento dell’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, soprattutto tra i giovani. È emerso che un giovane su cinque inizia proprio con i nuovi prodotti a base di tabacco e nicotina. “Ricercatori australiani dell’Università del Nuovo Galles del Sud a Sydney hanno riportato sulla rivista ‘Carcinogenesis’ una revisione di tutta la letteratura scientifica disponibile sui potenziali danni dello ‘svapo’ pubblicata tra il 2017 e il 2025. Colpisce – concludono Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom – che in uno studio condotto sui topi l’esposizione all’aereosol di sigarette elettroniche abbia indotto un carcinoma del polmone nel 22,5% degli . E epidemiologici nell’uomo mettono in guardia sui rischi per coloro che fumano sia sigarette tradizionali che elettroniche, poiché questa combinazione quadruplica il rischio di cancro ai polmoni rispetto alle sigarette tradizionali. E il dato si conferma anche tra i pazienti più giovani, al di sotto di 50 anni, dimostrando come l’uso composito dei prodotti da fumo rappresenta una delle sfide più complesse per la salute pubblica”. 

cronaca

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