Il Project Freedom è un fallimento. Le promesse di Donald Trump, che aveva presentato l’operazione come una missione umanitaria senza precedenti, sono prevedibilmente sfumate. Delle oltre 1.600 imbarcazioni impantanate alle soglie dello Stretto di Hormuz, solo sei sono ripartite. E, peraltro, sono ripresi gli attacchi da parte dei Pasdaran. Tre navi sono finite nel loro mirino, tra cui una battente bandiera degli Emirati Arabi.
Il fallimento
Donald Trump non manca certo di inventiva. E infatti ha sciorinato una sequela di giustificazioni. Prima di tutto, ha sottolineato che il Project Freedom ha avuto breve durata. Lanciato lunedì mattina, è stato messo in pausa martedì sera, alla luce dei “notevoli progressi compiuti verso l’accordo di pace”. Che però si erano palesati già domenica, quando Teheran stava valutando la controproposta siglata dagli Usa.
A ogni modo, nel breve periodo in cui la “missione umanitaria” si è attivata, il traffico marittimo nel Golfo non si è smosso più di tanto. Lunedì solo quattro navi hanno ripreso la rotta – così ha riferito la società di analisi S&P Global Market Intelligence –, mentre due imbarcazioni commerciali hanno attraversato Hormuz nella serata di martedì, scortate dalle unità della marina americana. Tra questi, il gigante danese Maersk battente bandiera Usa.
Tuttavia, nello stesso lasso di tempo, una petroliera degli Emirati è stata attaccata – con un bilancio di tre membri dell’equipaggio feriti – e un cargo coreano è stato dato alle fiamme. Teheran non ha rivendicato le rappresaglie, ma gli Usa hanno comunque legato gli episodi a un’iniziativa delle Guardie della Rivoluzione islamica. Questa mattina, poi, è toccato a un portacontainer francese e ai suoi marinai, alcuni di questi feriti. Dopodiché, non risultano altri passaggi. Lo conferma la società di monitoraggio Kpler.
Tra promesse e minacce
Il botta e risposta tra Washington e Teheran si specchia nelle acque di Hormuz. Nel momento in cui le unità della marina americana hanno raggiunto lo stretto, le Guardie della Rivoluzione islamica si sono attivate. L’Iran ha lanciato dieci missili contro un dispositivo navale Usa, che – spiega il Centcom – sono stati intercettati. Ma la risposta istantanea ha allarmato gli armatori, che quindi hanno ordinato ai capitani di non muoversi.
Gli Usa hanno invece affondato sei zanzare – così vengono chiamati i barchini che i Pasdaran utilizzano per abbordare le navi –. Mentre il Centcom ha sostenuto di aver impiegato “100 aerei, cacciatorpediniere e 15 mila soldati” per il Project Freedom. Scorta che, di fatto, non risulta pervenuta.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
