Oggi, mercoledì 6 maggio, Andrea Sempio è stato interrogato dalla Procura di Pavia ma ha preferito la via del silenzio. Nonostante ciò, l’incontro con i pm è durato circa quattro ore, tempo necessario agli inquirenti per elencare tutti gli elementi d’accusa a suo carico per omicidio volontario aggravato.
Le intercettazioni
Una novità inaspettata è stata la notizia di alcune intercettazioni ambientali inedite rivelate in esclusiva dal Tg1. In un audio in auto, Sempio, ammetterebbe di aver telefonato a Chiara Poggi poco prima del delitto nel tentativo di “un approccio”. La risposta della ragazza è stata: ”Non ci voglio parlare con te”, per poi riagganciare. Inoltre, il ragazzo farebbe riferimento a presunti video intimi della ragazza con l’allora fidanzato Alberto Stasi. Un dettaglio smentito però da Marco Poggi che oggi è stato ascoltato dagli inquirenti e ha preso le difese dell’amico.
Le prove
L’inchiesta punta su diverse prove scientifiche come il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima, l’impronta 33 (attribuita a Sempio dai consulenti) e lo scontrino di un parcheggio a Vigevano, considerato dall’accusa un falso alibi. Poi ancora diversi aspetti emersi dalle consulenze, tra cui anche quella medico legale Cattaneo, che sposterebbe l’orario della morte e scagionerebbe Stasi.
Sullo sfondo resta il giallo delle numerose intercettazioni a Sempio del 2017, che secondo la nuova inchiesta sarebbero stati trascritti male all’epoca dall’allora procuratore Mario Venditti (indagato a Brescia per corruzione in atti giudiziari assieme al padre di Sempio). Mentre i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia mantengono la massima discrezione sulla questione, la Procura fa sapere che le indagini non sono ancora chiuse.
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