giovedì 13 Agosto 2026

“Il terzino e il Duce”, Malagò presenta il libro di Fulloni su Eraldo Monzeglio

Di La Sintesi Online
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() – In apparenza, una storia di calcio. Nella realtà, una spy-story, tutta vera, che si snoda in gran parte nei giorni drammatici della Liberazione e della fuga di Mussolini terminata a Dongo. Il protagonista è un terzino azzurro con un palmarès pesantissimo, impreziosito dai vinti nel 1934 e 1938, dallo scudetto con il Bologna nel campionato 1928-1929 e quello, ma da direttore tecnico, con la del 1941-1942. Eppure la parte più significativa della vita di Eraldo Monzeglio (1906-1981) non è legata al calcio, quanto a un pezzo della storia d’Italia che attraversa la guerra civile. Di tutto ciò si parlerà 12 , alle ore 18, presso il Circolo Canottieri Aniene di Roma, al lungotevere dell’Acqua Acetosa 119. L’occasione è la presentazione di una biografia dedicata a Monzeglio — “Il terzino e il Duce”, Solferino — e scritta dal giornalista del Corriere della Sera Alessandro Fulloni. Sul palco, a introdurre l’incontro, Giovanni Malagò, presidente onorario del Circolo ed ex presidente del Coni. Ci saranno i saluti di Michele Baldi, ex consigliere regionale e già membro del CdA della Roma Calcio. Modera il Michelangelo Gratton.  

Divenuto ‘l’uomo di fiducia’ di Mussolini, Monzeglio lo seguì a Salò, nella dimora di villa Feltrinelli in cui il dittatore si stabilì con la famiglia. Ma a sorpresa, mantenne insospettabili e poderosi contatti con la Resistenza che gli consentirono di salvare dalla morte numerosi partigiani. L’amicizia con il Duce comincia a Roma, a villa Torlonia, dove Monzeglio (che durante la guerra fu volontario in Russia) gli insegnò a giocare a tennis. Ma dopo l’8 settembre — lo raccontano le testimonianze inedite riportate nel libro — spese la sua vicinanza a Mussolini per salvare ‘molte vite’. Di tutto questo non raccontò mai nulla, nonostante le insistenze di certi cantori dello come Gino Palumbo e Antonio Ghirelli. Finita la guerra, allenò il Como e i sorprendenti trovati proprio all’Archivio di di Como raccontano come quella panchina arrivò grazie all’interessamento del Comitato di Liberazione Nazionale. In , è l’ipotesi, di segreti che riguardavano la vita del Duce. In seguito Monzeglio allenò anche Pro Sesto, Napoli, Samp, Monza e Juve. La Federcalcio lo ha inserito nella sua ‘Hall of Fame0, con Pozzo, Bearzot, Valentino Mazzola, Gigi Riva, Paolo Rossi e tutte le leggende azzurre. 

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