domenica 27 Settembre 2026

Giuli fa pulizia al Mic: silurati gli uomini di Fazzolari

Dopo lo scandalo dei fondi non assegnati al documentario su Giulio Regeni, il ministro della Cultura vorrebbe revocare i ruoli di Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del ministero, ed Elena Proietti, a capo della sua segreteria. L'ennesimo segnale della crisi del governo Meloni

Di Laura Laurenzi
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La crisi del Meloni si nota anche nelle più piccole decisioni. Dopo lo scandalo dei mancati fondi al documentario su Giulio Regeni, il , Alessandro Giuli, ha deciso di fare pulizia. Secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, sarebbero già partiti i decreti di revoca per due nomi ai vertici del : Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del ministero e uomo di fiducia del sottosegretario alla del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, ed Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro, saranno presto licenziati.

Come riporta la testata, il primo non avrebbe vigilato sul documentario di Giulio Regeni e la seconda non si sarebbe presentata in e non avrebbe partecipato alla missione del ministro a New York dello scorso mese. Il caso dei finanziamenti del ministero ai film di “alto valore culturale” sta provocando non pochi problemi a Giuli. Oltre alle proteste dei lavoratori e dei sindacati del mondo del cinema, si aggiungono anche le indagini della Guardia di Finanza, esortata dallo stesso Mic a comprendere se i fondi siano stati devoluti a lungometraggi realmente meritevoli.

Giuli e la crisi del governo Meloni

Il caso del documentario su Giulio Regeni avrebbe irritato profondamente il ministro, consapevole che il fedelissimo Merlino fosse a conoscenza del processo e della sua conclusione. Figlio di Mario Merlino, figura storica della destra che militò in Avanguardia nazionale, e braccio destro di Fazzolari, il responsabile della segreteria tecnica è silurato con una certa velocità, con l’obiettivo di evitare nuovi nel ministero.

Dopo il caso del Teatro della Fenice, a , e lo scontro con Pietrangelo Buttafuoco per la Biennale, Giuli desidera attimi di tranquillità e pace. Negli ultimi mesi le polemiche intorno a via del Collegio Romano si sono moltiplicate e l’opposizione non si è lasciata sfuggire l’occasione di colpire il governo attraverso una sua diretta emanazione. Dalla sconfitta al referendum della Giustizia, il governo Meloni affronta una crisi interna senza precedenti, che costringe i suoi vertici a eliminare ogni elemento “scomodo” per evitare ulteriori scandali.

Il centrosinistra, però, non si è lasciato sfuggire questa nuova occasione. “L’elenco delle dimissioni e delle uscite nel governo Meloni ormai è lungo”, ha ricordato il responsabile Cultura nella segreteria nazionale del Pd, . “È il segno di una maggioranza attraversata da guerre interne, regolamenti di conti, scontri tra correnti e leadership in competizione”, ha continuato, mettendo in luce i punti deboli sempre più evidenti di questo esecutivo.

Leggi anche: Madri precarie e dimissioni in aumento: la realtà oltre la propaganda di Meloni

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