lunedì 11 Maggio 2026
Vaccino Covid

“Il vaccino anti Covid ha causato danni neurologici a una donna”

La Corte di appello di Torino ha confermato il nesso causale tra la vaccinazione e l'insorgenza di una mielite traversa in una commerciante di Alba, a cui spetta un indennizzo

Da Laura Laurenzi
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La mielite traversa diagnosticata a una donna di 57 anni di Alba è stata causata dal vaccino anti Covid Comirnaty di Pfizer-BioNTech. A decretarlo è la Corte di appello di Torino, che ha confermato il nesso causale tra la vaccinazione e l’insorgenza della grave patologia neurologica riscontrata in una commerciante della cittadina in provincia di Cuneo. I giudici hanno quindi respinto il ricorso del ministero della Salute contro la sentenza di primo grado del tribunale civile di Asti, che lo scorso 14 ottobre aveva riconosciuto alla donna un diritto all’indennizzo.

Una sentenza che riconosce la possibile insorgenza di controindicazioni legate alla somministrazione del vaccino contro il Covid. Le stesse che sono riconosciute anche dalle case farmaceutiche che producono i medicinali, nella consapevolezza che nessuno di questi possa essere del tutto privo di rischi. La 57enne aveva ricevuto le due dosi di vaccino il 7 e il 28 aprile 2021. Poco dopo aveva iniziato a manifestare i sintomi della malattia neurologica.

La denuncia della donna dopo il vaccino

Si tratta di una malattia infiammatoria che colpisce il midollo spinale, ovvero la parte del sistema nervoso centrale che è contenuta nel canale vertebrale e che connette il cervello con il resto dell’organismo attraverso i nervi che fuoriescono dalla colonna vertebrale. L’infiammazione del midollo spinale interrompe la comunicazione tra le fibre nervose e i tessuti innervati, provocando dolore, alterazioni della sensibilità, del movimento e anche disturbi nell’urinare.

La donna ha quindi deciso di sporgere denuncia contro la casa farmaceutica, chiedendo un risarcimento per quanto subito. Nel procedimento di primo grado il tribunale di Asti aveva nominato due consulenti tecnici indipendenti che avevano concluso in senso favorevole alla paziente. La corte di appello oggi ha confermato quelle conclusioni senza disporre una nuova consulenza tecnica. Il presidente della Corte nella sentenza d’appello ha spiegato che quest’ultima ha “attestato in modo completo la sussistenza di nesso di causalità tra inoculazioni di due dosi del vaccino”.

La versione del ministero della Salute

Il ministero della Salute respinge con forza questa versione degli eventi, sostenendo che la patologia sarebbe stata causata da una malattia autoimmune preesistente della donna. Una tesi che la Corte di appello di Torino non giudica corretta, in quanto “l’assetto autoimmune non poteva configurare una causa alternativa, ma solo un eventuale terreno favorente l’evento immunoimmediato post-vaccinale”.

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