Le immagini dello sbarco della Mh Hondius, la nave battente bandiera olandese su cui si è sviluppato un focolaio di Hantavirus, hanno fatto il giro del mondo. I 90 passeggeri evacuati sono stati accompagnati fuori dall’imbarcazione totalmente coperti da tute protettive e sono stati sterilizzati dai soccorritori presenti, nonostante il minimo rischio di infezione. L’obiettivo resta quello di evitare una nuova pandemia potenzialmente catastrofica. Il focolaio ha infatti ricordato i primi mesi della diffusione del Covid-19, spingendo l’Oms a monitorare da vicino la situazione.
Il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e i ministri della Salute e dell’Interno spagnoli hanno supervisionato l’evacuazione, a cui ha preso parte un dispositivo speciale con circa 360 effettivi della Guardia Civil, il supporto di mezzi aerei, diverse imbarcazioni del servizio marittimo, specialisti NRBQ (nucleare, biologico, chimico e radiologico). Bisogna ricordare, però, che l’Hantavirus è diverso dal Covid.
Si tratta di una malattia che si trasmette dalle feci dei topi e non tra persone. Il virus Andes, che è quello registrato sulla nave, può in rari casi causare contagi anche tra uomini. Per questo i passeggeri sono stati invitati a lasciare i loro bagagli a bordo e a procedere con un periodo di quarantena. Gli Usa hanno però già chiarito che i loro cittadini non saranno costretti a rispettarlo, in quanto il rischio di infezione sarebbe minimo.
I casi di Hantavirus registrati sulla nave
Sulla nave erano presenti 140 persone di oltre 20 nazionalità. Di queste tre sono morte dall’inizio dell’epidemia e altri cinque sono risultati positivi dopo che hanno lasciato la nave. Oggi, durante i controlli sulla nave nessuno dei presenti ha mostrato sintomi riconducibili all’Hantavirus. Nel pomeriggio, però, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato che, tra i 5 connazionali evacuati, uno ha manifestato sintomi durante il volo di rimpatrio. Questi sono stati quindi sottoposti a un rigoroso isolamento fino a nuovo ordine.
Altri 14 cittadini spagnoli sono atterrati nel pomeriggio a Madrid, dove sono stati trasferiti in un ospedale militare per essere messi in quarantena. Numerosi altri voli sono stati organizzati dagli altri Paesi coinvolti per riportare a casa i loro concittadini. Tra questi, l’ultimo a partire sarà lunedì un volo inviato dall’Australia per evacuare i propri cittadini e quelli provenienti da Paesi vicini come la Nuova Zelanda e alcuni Paesi asiatici. La nave invece sarà riportata da 17 membri dell’equipaggio filippino in Olanda, dove sarà sanificata.
A preoccupare è anche un altro sospetto caso di Hantavirus. Si tratta di un uomo che era a bordo della nave e che è sbarcato un mese fa circa a Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale, il territorio d’oltremare abitato più remoto della Gran Bretagna, a circa 2.400 chilometri dall’isola abitata più vicina. Un territorio abitato da 221 persone e quasi del tutto isolato dal resto del mondo. Il ministero della Difesa britannico ha annunciato che una squadra di sei paracadutisti e due medici si è lanciata da un aereo da trasporto della Royal Air Force, che ha anche sganciato ossigeno e attrezzature mediche.
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