(Adnkronos) – La posizione ufficiale dell’Ue sulla questione israelo-palestinese, basata sulla soluzione due popoli – due Stati ha un grado di realismo pari a “zero”, se confrontata con la realtà sul terreno in Cisgiordania, dove i coloni si espandono sempre più sul territorio, protetti dall’esercito israeliano. Lo dice l’eurodeputata del Pd Lucia Annunziata (gruppo S&D), incontrando i giornalisti a Bruxelles, reduce da una missione in Cisgiordania svolta la settimana scorsa, tra il 4 e il 7 maggio, insieme al collega del Fianna Fail irlandese Barry Andrews (gruppo Renew Europe).
In Cisgiordania, osserva Annunziata, ormai “non c’è lo spazio” fisico per creare uno Stato palestinese. Ci sono “750mila coloni”, tra l’altro sempre più aggressivi nei confronti della popolazione palestinese: tra il gennaio 2023 e il dicembre 2025, ha spiegato citando dati dell’Ocha (Ufficio Onu per le questioni umanitarie), si sono registrati 4.575 attacchi di coloni, dei quali 1.835 nel solo 2025, attacchi che hanno provocato 50 morti tra i palestinesi, 4.618 feriti, 3.900 sfollati, con 36 comunità completamente sfollate e 51 parzialmentes sfollate.
Il meccanismo, che inizia nel 1997, prevede una sorta di outsourcing dell’occupazione, dallo Stato israeliano ai coloni, che porta ad una “occupazione lenta” del territorio cisgiordano.
Per il capodelegazione del Pd a Bruxelles, Nicola Zingaretti, “il governo di Benjamin Netanyahu vuole cancellare l’intera comunità palestinese nell’area”. Secondo Zingaretti, “l’unica speranza di salvezza per il popolo palestinese è cacciare Netanyahu” nelle prossime elezioni, previste quest’anno in Israele.
In questa situazione, l’Ue è bloccata per le divisioni tra gli Stati membri e non è ancora riuscita neppure a sospendere parzialmente l’accordo di associazione con Israele. Lo stesso Parlamento è diviso sulla questione israeliana, con i Socialisti da una parte e il Ppe dall’altra: “Con il Ppe non ci parliamo – dice Annunziata – manco la finestra abbiamo: questa è la grande crisi del Parlamento”, perché “al momento non abbiamo la maggioranza” per agire in modo più deciso nei confronti di Israele.
Certo, precisa, “è una battuta”, ma con il Ppe “siamo un po’ ai ferri corti”. Ciò nonostante, la presidente del Parlamento Roberta Metsola (Ppe, Malta), racconta l’eurodeputata, l’ha incoraggiata ad recarsi in missione in Cisgiordania. Ma il capodelegazione Zingaretti ammette che nell’Aula si è “aperta una dialettica, per cui per la prima volta in questo Parlamento ci sono due maggioranze”, anche perché “il Ppe è diviso. in Germania governa con i Socialisti, mentre in Italia no. Il problema”, conclude, non è tanto a livello Ue, quanto “in alcuni Paesi membri, come il nostro”.
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