martedì 18 Agosto 2026

Hormuz può portare pil Italia in negativo a -0,3%

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Il pil dell’ nel 2026 potrebbe crescere dello 0,6%, nel caso in cui la guerra che blocca lo finisse in tempi rapidi, mentre in uno scenario ‘medio’, con una interruzione parziale del traffico marittimo, potrebbe arrivare al +0,4%. Nella visione più pessimistica, invece, il prodotto interno lordo quest’anno sarà dello 0,3% inferiore rispetto al 2025. Le stime sono contenute nel Global macro outlook di Moody’s. “Le tensioni sui energetici globali pesano sulle prospettive di crescita”, spiega l’agenzia di rating. “Le prospettive globali rimangono altamente incerte a causa del confronto sempre più prolungato e del fragile tra Stati Uniti e Iran. I prolungati, i continui blocchi marittimi e il rischio di un’escalation militare minacciano la durata della ”. In questo contesto ”instabile, l’economia globale si trova ad affrontare un altro potenziale shock dei dell’energia e dei prodotti alimentari, soprattutto se i flussi di transito da e verso il Golfo rimangono limitati”.  

Lo scenario centrale, spiega Moody’s, ”presuppone che il cessate il fuoco regga e che i flussi di transito migliorino gradualmente man mano che gli importatori di petrolio negoziano accordi bilaterali di passaggio. Ciononostante, è improbabile un ritorno ai volumi di traffico pre-conflitto nel 2026 e non prevediamo un ripristino completo dell’offerta di petrolio prima del primo trimestre del 2027”.  

Nello scenario ottimistico, ”i negoziati prolungati riaprono lo , ma la fragile fiducia, le strozzature logistiche e la ricostituzione delle scorte mantengono i prezzi elevati”. Al contrario, nello scenario pessimistico si prevede ”un’interruzione prolungata e danni alle infrastrutture energetiche, con conseguente forte dei prezzi del petrolio e del gas, uno shock stagflazionistico, un inasprimento delle finanziarie e la generazione di rischi significativi al ribasso per le economie importatrici di energia”. 

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