L’intesa strategica stretta da Giorgia Meloni con l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha rappresentato un’operazione d’impatto sul piano politico e d’immagine: la partecipata pubblica ha tagliato autonomamente i prezzi dei carburanti alla pompa e introdotto uno sconto del 30% sulle forniture di gas e luce per il mercato fisso. Una mossa che ha offerto un parziale respiro agli automobilisti, disinnescando al contempo il pressing per un nuovo prelievo sugli extraprofitti sostenuto da ampi settori della maggioranza. Tuttavia, l’efficacia dell’intervento rischia di rivelarsi un rimedio temporaneo a fronte della dinamica generale dei prezzi. I dati preliminari forniti da Istat indicano infatti che a settembre l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 4,2% su base annua, registrando un’accelerazione rispetto al +3,3% di agosto e segnando il valore più elevato del triennio.
Le quotazioni del greggio e l’impatto sui consumi
Sebbene la riduzione applicata da Eni e progressivamente adottata dagli altri distributori operanti sul territorio nazionale abbia portato la benzina a 1,99 euro al litro e il diesel a 2,19 euro, i valori alla pompa rimangono superiori di circa 30 centesimi rispetto ai livelli precedenti l’escalation mediorientale. A complicare il quadro intervengono le dinamiche internazionali dei mercati energetici: con le sanzioni statunitensi contro l’Iran e le relative tensioni geopolitiche, il valore del Brent ha superato i 103 dollari al barile, segnando un incremento di circa il 14% rispetto ai valori medi di agosto. La trasmissione dei costi energetici sui beni di prima necessità continua così ad alimentare la spinta inflazionistica.
Le priorità della legge di Bilancio e il confronto con Bruxelles
Nel corso dell’evento annuale de Il Gazzettino, la presidente del Consiglio ha delineato gli assi portanti della prossima legge di Bilancio, confermando l’intenzione di concentrare le risorse disponibili sulla tutela del potere d’acquisto e sui redditi: «Ho chiesto alla Commissione Ue più flessibilità per aiutare famiglie e imprese». La richiesta d’intervento, formalizzata attraverso una lettera congiunta inviata a Bruxelles insieme alla Repubblica Ceca, punta a ottenere argini contabili per contrastare le ricadute del carovita. L’esecutivo ha inoltre confermato l’avvio di interlocuzioni diplomatiche con la Libia per estendere le misure di contenimento dei prezzi alla rete di distribuzione Tamoil.





