domenica 30 Agosto 2026

Salone Libro, Carrère: “I russi alla Biennale? Sosteniamo quelli che combattono Putin”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Non ho un’opinione precisa sul padiglione russo alla Biennale Arte di Venezia, ma una posizione di buon senso. Bisogna distinguere. Credo che non vadano sostenuti i russi che appoggiano Putin e invece bisogna sostenere i russi che combattono il regime criminale di Putin. Mi sembra un buon segno sostenere russi buoni. I miei amici ucraini non sono affatto daccordo neppure nel sostenere i cosiddetti russi buoni. E io lo comprendo. Gli ucraini non vogliono sentir parlare di russi buoni contro Putin: per loro, sono solo quelli che pensano che la contro l’Ucraina sia solo una gran di palle. Ma non è così e non ne sono consapevoli”. Lo ha detto lo scrittore francese Emmanuel Carrère, ospite del Salone del Libro di , durante un evento condotto da Concita De Gregorio per presentare il suo romanzio, “Kolchoz” (Adelphi), che racconta la vita e gli ultimi giorni di sua madre, Hélène Carrère d’Encausse, storica della Russia e segretaria perpetua dell’Académie française: una donna ambiziosa, coraggiosa, brillante, che ha attraversato e vissuto il Novecento come poche altre. 

“Nel libro aleggia il turbamento per la Russia di oggi – ha aggiunto Carrère -, una Russia che non mostra il suo volto più amabile. Sono cresciuto con la passione per la Russia mutuata dallo studio di mia madre. Ho amato profondamente la Russia: ho scritto due libri e un documentario su questo paese. Ora abbiamo la Russia di Putin che mostra il suo volto più cinico e spaventoso invadendo l’Ucraina e mi inquieta che una parte della popolazione sostenga Putin”.  

Sul libro di memorie, lo scrittore francese ha detto tra l’altro: “Io non mi sono mai come una persona felice. Scrivendo il libro sono emersi i ricordi dell’ con mia madre e mi son reso conto di aver avuto un’infanzia felice, perchè tanti sono i ricordi belli con lei. Per un libro nato sotto il segno del lutto per la morte della mamma, puo sembrare paradossale, ma io sono stato un felice grazie a lei”. E poi ha aggiunto: “Mia madre, come storica della Russia, ha avuto molto presto la consapevolezza di quanto fosse terribile l’idea dell’esperimento dell”Uomo nuovo’ dell’Unione Sovietica ed è riuscita a trasmettere anche a me questa consapevolezza”. L’ con Emmanuel Carrère si è svolto in un Auditorium sold out e con il che lo ha applaudito numerose volte mentre sollecitato dalle domande di De Gregorio raccontava la sua genealogia familiare.  

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