sabato 31 Ottobre 2026

Sanità, Salutequità: “Revisione prontuario farmaci non tocchi diritti e tasche pazienti”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La del Prontuario farmaceutico “è una vera e propria revisione del livelli essenziali di assistenza farmaceutici”, un’operazione che attiene “ai diritti esigibili dei ” e che necessita, quindi, di “controllo e indirizzo politico di Parlamento e ministero della Salute, del procedimento e partecipazione di tutti gli stakeholder”. E va assolutamente evitato “l’incremento di spesa a carico del cittadino”. Così Tonino Aceti, presidente di Salutequità interviene con un editoriale sul sito dell’associazione in merito all’adempimento della legge 30 dicembre , n. 199, che all’art. 1 “prevede che l’Agenzia italiana del farmaco () provveda annualmente, alla revisione e all’aggiornamento del Prontuario farmaceutico nazionale dei medicinali erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale” per la “razionalizzazione della spesa farmaceutica”. E per “i medicinali esclusi, l’Aifa può prevedere misure transitorie volte a garantire la continuità terapeutica dei pazienti già in trattamento, stabilendone modalità e durata”, indica il provvedimento.  

“Siamo di fronte – ribadisce Aceti – ad una vera e propria revisione dei livelli essenziali dell’assistenza farmaceutica pubblica, cioè del perimetro dei diritti esigibili dai pazienti. Un’operazione utile e attesa, ma al contempo anche molto delicata, perché la sua riuscita, dal punto di vista degli utenti, sarà ancorata alla capacità di garantire un incremento del livello di copertura pubblica dell’assistenza farmaceutica, di sostenibilità del Ssn e al tempo stesso la riduzione del livello di spesa privata dei cittadini. La differenza la farà quindi ‘il come’ si procederà alla revisione del prontuario e come si gestirà anche la continuità terapeutica dei pazienti già in trattamento. In un contesto caratterizzato da una rinuncia alle cure che galoppa, arrivando secondo l’Istat al 9,9% della popolazione nel 2024, e una spesa sanitaria privata che ormai si attesta a circa 43 miliardi di euro e a 10 miliardi invece quella privata per la farmaceutica, in aumento di circa 1 miliardo e mezzo rispetto al 2020, sbagliare l’operazione di revisione del prontuario vuol dire andare ad intaccare i principi di universalità, equità e solidarietà del nostro Ssn”, avverte il presidente di Salutequità.  

Per questo, continua, “è importante aggredire criticità, inefficienze e ridondanze partendo da una base conoscitiva condivisa e certificata delle evidenze disponibili, a partire da quelle che vengono prodotte dalla stessa Aifa”. L’iter di revisione “sembra essere avviato, partendo dal settore che è già sotto controllo (perché registra un importante avanzo), e cioè quello della farmaceutica convenzionata”. Ma forse, “visti i risvolti e la delicatezza dell’operazione di revisione del prontuario, sarebbe opportuno aumentare il livello di confronto e dibattito su questa operazione”, sottolinea Aceti. “Ridurre la revisione del Prontuario farmaceutico nazionale ad un’operazione meramente tecnico-amministrativa tra ‘addetti ai lavori’, e non accompagnarla da una forte di controllo e indirizzo politico delle altre Istituzioni e di tutti gli attori del Ssn – conclude – potrebbe portarci fuori strada e questo il Ssn non può proprio permetterselo”.  

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