domenica 30 Agosto 2026

Federlegnoarredo, su Codice edilizia essenziali regole chiare e uniformi a livello nazionale

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “La modernizzazione del Codice dell’ rappresenta un passaggio fondamentale per la competitività del settore delle costruzioni, è quindi essenziale che la primaria dello definisca principi e regole univoche su tutto il territorio nazionale, evitando che il necessario coinvolgimento degli enti territoriali si traduca in una proliferazione di interpretazioni differenti che creano ostacoli burocratici e incertezze operative per le imprese e per i ”. Lo rende noto FederlegnoArredo in merito agli sviluppi del delega sull’aggiornamento del Codice dell’Edilizia (A.C. 2826). 

“Il settore – sottolinea FederlegnoArredo – ha bisogno di regole certe stabili e applicate in modo uniforme all’ di un quadro normativo semplificato, che escluda però un sistema di deroghe e discrezionalità territoriali che rischierebbe di aumentare soltanto i contenziosi. Solo così sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi di semplificazione e dare stabilità al mercato, a dell’intero sistema produttivo delle costruzioni”.  

“Per Assotende – dichiara Gianfranco Bellin, presidente dell’ che all’interno di FederlegnoArredo rappresenta le produttrici di tende, schermature solari, tessuti tecnici e sistemi di comando e automazione – è fondamentale che il nuovo Codice chiarisca in modo definitivo criteri applicativi e ambiti autorizzativi. Non è infatti accettabile che interventi che la normativa nazionale ricomprende nell’ambito dell’edilizia libera vengano poi assoggettati, a livello locale, a richieste documentali o autorizzative ulteriori. Il principio dell’edilizia libera nasce proprio per semplificare determinati interventi che, per caratteristiche e impatto, non dovrebbero essere sottoposti a procedure complesse. Nella pratica, però, accade spesso il contrario con rallentamenti e costi aggiuntivi per cittadini e imprese. Per questo chiediamo che il nuovo impianto normativo rafforzi la certezza del e limiti i margini di discrezionalità interpretativa”.  

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