sabato 31 Ottobre 2026

Magi: “Dopo Covid Italia più preparata contro i virus ma territorio resta fragile”

Di La Sintesi Online
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() – L’esperienza del Covid “ha lasciato un’eredità importante nella gestione delle emergenze sanitarie. Contro virus emergenti l’Italia è più preparata, ma il Ssn presenta ancora criticità soprattutto sul fronte della sanità territoriale e della carenza di specialisti”. Così all’Adnkronos Salute Antonio , del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici specialisti ambulatoriali, parlando dei recenti allarmi legati a hantavirus ed Ebola e della capacità del Paese di rispondere tempestivamente a eventuali nuove emergenze epidemiche. 

Secondo Magi, “oggi l’Italia dispone di strumenti più strutturati rispetto al passato: esistono reti di sorveglianza epidemiologica, protocolli condivisi e una maggiore capacità diagnostica dei laboratori. Tuttavia – spiega – il vero nodo resta la rapidità organizzativa e la capacità di garantire una risposta uniforme in tutte le Regioni. Il piano pandemico non può attivarsi solo durante l’emergenza – sottolinea – ma deve essere costantemente aggiornato e integrato con le attività sanitarie del territorio”. A preoccupare Magi è il “coordinamento operativo del regionale, chiamato a reagire in modo omogeneo e immediato davanti a possibili focolai”. 

Il segretario generale di Sumai-Assoprof invita comunque a “distinguere chiaramente tra virus” come Ebola o hantavirus e il Covid-19. “Le modalità di trasmissione sono molto diverse”, precisa: “Nel caso di Ebola e hantavirus è necessario un contatto diretto con persone sintomatiche, mentre il Covid poteva essere diffuso anche da soggetti apparentemente sani. Per questo, al momento, non esistono le condizioni per un allarme simile a quello vissuto durante la pandemia da Sars-CoV-2”. Il punto più critico resta però la . “La vera sfida si gioca sul territorio” rimarca Magi, ricordando come durante il Covid “proprio le difficoltà dell’assistenza territoriale abbiano contribuito alla crisi degli ospedali. A preoccupare è soprattutto la carenza crescente di medici specialisti e di professionisti della . Sebbene esista già un collegamento tra medici di famiglia, pediatri e specialistica ambulatoriale, mancano le risorse umane necessarie per garantire una risposta efficace e tempestiva”. 

“Bisogna investire sugli specialisti e rafforzare l’integrazione con i dipartimenti di prevenzione – afferma Magi – L’obiettivo è riuscire a gestire contemporaneamente sia eventuali emergenze epidemiche sia le normali patologie acute e croniche, che durante il Covid hanno spesso subito ritardi e disagi assistenziali”. In questo contesto viene indicato come strategico anche il ruolo delle , “considerate uno strumento fondamentale per rafforzare la presa in carico territoriale e migliorare la capacità di risposta del sistema sanitario”. 

I focolai di Ebola e hantavirus ripropongono il tema della One health, l’approccio che collega salute umana, salute animale e tutela dell’. Secondo Magi, “il principio è ormai condiviso, ma ancora non pienamente applicato. Le zoonosi, cioè il salto dei virus dagli all’uomo, sono favorite anche dai cambiamenti ambientali e dalla distruzione degli ecosistemi. Deforestazione, inquinamento e uso massiccio di pesticidi modificano infatti gli equilibri naturali e aumentano il rischio di nuove emergenze sanitarie. Per questo, One health non può restare solo uno slogan: deve diventare una vera cultura della prevenzione e una priorità strutturale delle politiche sanitarie e ambientali”, conclude il segretario generale Sumai-Assoprof. 

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