giovedì 13 Agosto 2026

In Italia oltre 600 annegamenti in 2 anni: ecco identikit vittime, luoghi a rischio e regole per bagni sicuri

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
In Italia sono stati oltre 600 i casi di annegamento nel biennio 2024-, in prevalenza di maschi e quasi equamente divisi tra mare, soprattutto nelle spiagge libere, e acque interne. A scattare la fotografia è la relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e in acque di balneazione, istituito dal della Salute nell’ottobre del 2019. Alla stesura del hanno partecipato ministero, Istituto superiore di sanità (Iss), Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Corpo delle Capitanerie di Porto, Gruppo nazionale per la ricerca sull’ambiente costiero (Gnrac), Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Società nazionale di salvamento e ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il rapporto è stato presentato oggi a Roma durante un convegno nella sede dell’Iss. 

Nei 2 anni considerati – riporta l’istituto – sono 604 gli annegamenti fatali censiti da una raccolta sistematica delle notizie di realizzata tramite tecniche di web scraping dall’Iss. Il fenomeno è nettamente maschile: nei casi per i quali è specificato il genere, i maschi sono la con 482 casi, pari all’80,7%. Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni, circa il 23% e giovani fino a 24 anni, mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all’età dei soggetti annegati. 

Le cause i luoghi dell’annegamento. Complessivamente il “malore in acqua” rappresenta la causa principale (44,9%), seguito dalle “cadute in acqua”, dalle “condizioni meteo avverse/mare mosso” e dal “ a riva impedito da un ostacolo/correnti di ritorno”. In circa il 6% dei casi è stato possibile rilevare che, nonostante fosse presente la segnalazione di pericolo con la bandiera rossa, tale indicazione era stata disattesa. La maggior parte degli annegamenti avviene in mare (281) e nelle acque interne (277), che insieme rappresentano il 93% dei casi. Un numero inferiore (37 annegamenti), ma importante se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti, avviene nelle . In termini assoluti, i dati indicano che, nel biennio 2024-2025, le regioni con il maggior numero di annegamenti sono la Lombardia (90 casi, 14,9%); il (73, 12,1%); la Toscana (52, 8,6%); il Lazio (51, 8,4%); Puglia, Sardegna e Sicilia (41, 6,8%) e l’Emilia Romagna (37, 6,1%). 

Gli incidenti si possono prevenire seguendo alcune semplici regole, spiega l’Iss che ne elenca 13 rivolte a tutti o declinate su misura per genitori, giovani e anziani. Un vademecum per vacanze serene e bagni sicuri. 

Le raccomandazioni a genitori/accompagnatori: 1) Al mare o in prossimità di un qualsiasi corpo idrico non lasciate mai i bambini senza il vostro costante controllo neanche per una telefonata, un caffè, una breve chiacchierata. Sapevate che in Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno a causa di queste distrazioni? Nominate un sorvegliante dell’acqua, una persona che abbia come unico compito quello di guardare chi è in acqua senza distrazioni; 2) Se avete una piscina domestica o condominiale, fatela recintare in modo che i bambini non possano accedere senza essere accompagnati (nei Paesi dove lo fanno la mortalità dei bambini è stata praticamente azzerata); 3) Fate in modo che i bambini imparino presto a nuotare e acquisire acquaticità, cioè mantenersi a galla, respirare, orientarsi e gestire la fatica. 

I consigli a ragazzi/adulti: 4) Non fate il bagno quando è issata la bandiera rossa, comunque se il mare è mosso (nelle spiagge libere non viene quasi mai organizzato un sistema di segnalazione di condizioni di pericolo). Fare il bagno con il mare mosso mette a repentaglio la vita vostra e degli eventuali soccorritori. Sapevate che l’80% degli annegamenti riguarda i maschi? In media ogni anno muoiono 106 maschi e 17 femmine di età compresa tra 15 e 60 anni. Questi annegamenti sono spesso associati a comportamenti spavaldi e sottovalutazione del pericolo. Ci sono modi più sani per dimostrare abilità e coraggio; 5) Non assumete alcol e sostanze stupefacenti perché alterano equilibrio, riflessi e giudizio, aumentando enormemente il rischio; 6) Se vi trovate in difficoltà in mare perché spinti al largo da una corrente di ritorno (può accadere con il mare mosso in una spiaggia naturale, ma anche a ridosso di strutture artificiali come moli e frangiflutti), nuotate lateralmente per uscirne, mai contro e segnalate la vostra presenza; 7) Non vi tuffate mai senza prima conoscere il fondale del corpo idrico (profondità o presenza di sporgenze). Comunque, fate i primi tuffi di piedi, mai di testa (sono tanti gli incidenti gravi dovuti ai tuffi che vanno da esiti fatali a danni non recuperabili alla colonna vertebrale). 

Un monito particolare agli anziani: 8) L’età purtroppo conta. E’ necessario limitare le prestazioni faticose, evitare di immergersi in acqua in condizioni di mare sfavorevoli e consultare comunque il proprio medico per consigli sui comportamenti da adottare in caso di patologie (il numero di incidenti per malore sopra i 60 anni è elevato, circa 120 persone l’anno). 

Infine, i comandamenti che tutti dovrebbero seguire: 9) Non fare mai il bagno da soli, avere qualcuno vicino significa poter ricevere aiuto immediato o essere visti in caso di difficoltà; 10) Se frequentate ambienti fluviali prestate attenzione alle basse temperature delle acque (possono causare shock termico), alle correnti particolarmente forti del corso d’acqua, ai materiali presenti, alle sponde scoscese e instabili (circa 70 persone l’anno annegano nei fiumi); 11) Leggete sempre attentamente le informazioni riportate nella cartellonistica riguardanti gli eventuali pericoli presenti, l’organizzazione e gli orari della sorveglianza, i numeri di telefono per il soccorso. Se non è presente la cartellonistica, informatevi comunque sui possibili pericoli presenti nel corpo idrico che frequentate; 12) Fare il bagno vicino agli assistenti bagnanti riduce significativamente il rischio di annegamento. I bagnini riconoscono i pericoli e intervengono rapidamente; 13) Se frequentate le spiagge libere preferite i luoghi dove gli enti gestori (Comuni, autorità portuali o Regioni) si prendono cura della gestione della loro sicurezza. Nelle spiagge in concessione prestate attenzione alla qualità della gestione della sicurezza. 

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