venerdì 14 Agosto 2026

Maturità 2026, l’esperto: “Studiare tutta la notte non aiuta, dormire sì”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La notte prima degli esami “non è il momento di fare le ore piccole sui libri. Il sonno, infatti, è un alleato fondamentale per la memoria e per la performance cognitiva”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di del sonno dell’Irccs ospedale San Raffaele di e ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’università Vita-Salute San Raffaele, mentre si avvicina la prova orale di (dal 22 giugno) che vede impegnati 527mila studenti italiani. “Ognuno di noi – sottolinea lo specialista – ha una propria esigenza di sonno: esistono persone che dormono poco, a cui bastano 4-5 ore, e altre che hanno bisogno di 8-10 ore. La durata media ideale è intorno alle 7 ore, perché permette una buona performance cognitiva”.  

 

Dormire dopo aver studiato non significa perdere tempo, precisa il . durante il sonno avviene infatti il consolidamento della memoria, il processo che permette al cervello di fissare le informazioni apprese. “Se il giorno prima studio e poi dormo almeno 7 ore, il giorno dopo ricorderò meglio quello che ho studiato”, assicura Ferini-Strambi. Un aspetto importante è rispettare il proprio cronotipo, cioè il proprio orologio biologico. “‘è chi è un ‘gufo’ e riesce a concentrarsi fino a tardi, e chi è un”allodola’ e preferisce andare a letto presto per svegliarsi all’. L’importante – avverte l’esperto – è non privarsi mai del sonno per studiare: una notte in bianco può compromettere memoria e concentrazione”. Anche l’ della camera può fare la differenza. “Meglio evitare temperature troppo alte o troppo basse e mantenere un confortevole”. Attenzione anche rumori: “Dormire con le finestre aperte può esporre a disturbi che frammentano il sonno e lo rendono più fragile, con effetti negativi sulla memoria”, evidenzia il neurologo. 

 

Ferini-Strambi invita inoltre a evitare gli ‘aiutini’ farmacologici senza indicazione medica: “Il sonno indotto dai farmaci non è sempre paragonabile al sonno fisiologico. Se c’è un problema di insonnia è meglio parlarne con un medico piuttosto che arrivare alla notte dell’esame senza riuscire a dormire”. E per chi vuole seguire il rito della ‘Notte prima degli esami’ e uscire con gli amici come canta Antonello Venditti? “Va bene – risponde lo specialista – purché non si faccia troppo tardi. Niente eccessi, niente alcol e niente fumo: tutto ciò che peggiora la qualità del sonno può avere conseguenze sulla giornata dell’esame”. La regola è: “Per affrontare al meglio la maturità, meglio affidarsi non a una notte di studio disperato, ma a una buona notte di sonno”. 

salute

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