martedì 29 Settembre 2026

Malattie rare, Rossi (Alexion): “Per la prima volta pubblicate evidenze su divario di genere”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Il grande valore di questa è che, per la prima volta al mondo, siamo riusciti a creare e pubblicare delle evidenze. Lo abbiamo con il primo Libro Bianco nel 2024, e la genesi naturale di questo progetto è stata la sua trasformazione in un think tank permanente, che ha l’obiettivo di continuare a indagare su tutti questi aspetti. Il nostro primo passo è stato lavorare sugli aspetti diagnostici con la pubblicazione del Libro bianco che presentiamo oggi. Abbiamo che ci sono oltre 2 anni di ritardo diagnostico rispetto agli . Parliamo di circa 2 milioni di donne che convivono con una malattia rara o che sono di una persona che ne soffre”. Così Anna Chiara Rossi, Vp & General Manager Italy di Alexion, AstraZeneca Rare disease, oggi a Milano, intervenendo sul Libro bianco ‘Da rara a riconosciuta. Cause e impatto del ritardo diagnostico sulla delle persone con malattia rara e caregiver’, che raccoglie i risultati dell’indagine nazionale condotta da Censis e Altems Advisory, per Women in Rare – il Think Tank ideato e promosso dalla farmaceutica in con Uniamo, la Federazione italiana malattie rare e con la collaborazione di Fondazione Onda e di un Comitato scientifico composto da esperti nell’ambito delle malattie rare e rappresentanti istituzionali. 

“Per molti anni abbiamo avuto la possibilità di ascoltare le storie di diverse donne colpite da malattie rare, o di persone che assistevano bambini, fratelli e padri affetti da queste patologie – spiega Rossi – È stato chiaro fin da subito che l’impatto della malattia rara sulla vita di queste donne fosse molto importante su molti aspetti. Il grande vantaggio di questa ricerca è che siamo riusciti a mettere insieme diverse storie singole per creare delle evidenze di gruppo”. 

La survey ha messo in luce “ripercussioni sulla presa in carico del paziente e sul carico di cura – sottolinea Rossi – Molto spesso sono le donne a doversi occupare della famiglia e, per farlo, si trovano a dover rinunciare al lavoro e alla propria vita. Di conseguenza, l’impatto non è solo emotivo, ma anche economico e sociale, a livelli davvero drammatici”. L’obiettivo del Libro bianco “non è solo creare evidenze, ma anche elaborare delle raccomandazioni – aggiunge – Pensiamo che il nostro ruolo, insieme a tutti gli attori che operano in questo settore, sia quello di formulare proposte che le istituzioni possano poi implementare. Questo è importante non solo per il mondo delle malattie rare: riteniamo che gli aspetti identificati in questa ricerca, in un’ottica di , non siano di esclusiva pertinenza delle malattie rare, ma possano valere anche per patologie croniche più diffuse”. “Il supporto ulteriore che questa ricerca può dare, oltre alle evidenze, è che può essere un banco di prova – suggerisce Rossi – può generare progetti volti a migliorare la situazione attuale e traslabili in altri settori della , migliorando così il nostro sistema salute in generale”. 

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cronaca

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