giovedì 16 Luglio 2026

Imprese, Eurispes: come cambia il sistema produttivo italiano

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – Il sistema produttivo italiano sta completando una trasformazione storica: da un modello centrato sul credito bancario a un’architettura finanziaria multilivello capace di attrarre capitali globali e sostenere l’innovazione. E’ quanto emerge dall’analisi sull’evoluzione dell’industria e della finanza nel nostro Paese contenuta nella ricerca realizzata dalla Fondazione Eurispes dal titolo ‘Fondi finanziari e industria italiana: tra , destrutturazione e sostenibilità’, che evidenzia una crescita importante della componente finanziaria sia per le famiglie sia per le imprese. 

Tra il 2005 e il 2024, le attività finanziarie delle sono passate da 3.889 a oltre 6.013 miliardi di , con una forte spinta verso il risparmio gestito e i fondi comuni. Parallelamente, le imprese hanno finanziarizzato i propri bilanci, portando le attività finanziarie detenute a 2.612 miliardi di euro (+70% rispetto al 2005), segno di una gestione del capitale sempre più orientata alla diversificazione dei rischi e ai rendimenti di . L’Italia, inoltre, sta diventando un mercato strategico per i capitali internazionali. Gli Investimenti diretti esteri (Ide) hanno raggiunto nel 2024 quota 476,8 miliardi di euro, con un incremento superiore al 50% in meno di un decennio. Francia, e Germania rimangono i principali partner, ma si registra una crescente presenza di hub finanziari globali e investitori asiatici. 

Il mercato del private equity nel si consolida con una netta prevalenza delle operazioni di buy out (82%) e una forte apertura internazionale: gli investitori esteri rappresentano ormai il 59% dell’attività complessiva. L’attenzione degli investitori si sta spostando verso filiere strategiche come la e la transizione ecologica, pur mantenendo i settori storici dell’alimentare e dei beni di consumo. Sul fronte dell’innovazione, il venture capital ha superato nel 2025 i 2,2 miliardi di euro di investimenti complessivi (includendo le startup fondate da italiani all’estero), con il comparto ICT che assorbe il 40% delle risorse e un crescente interesse per le Life Sciences e l’energia. 

L’evoluzione del settore dei fondi di investimento e la crescente centralità degli investitori istituzionali stanno modificando profondamente il rapporto tra finanza, imprese e sistemi produttivi. Questa trasformazione, tuttavia, introduce nuove vulnerabilità legate alla tensione tra logiche finanziarie e strategie industriali di lungo periodo, alla concentrazione del potere di mercato nei grandi gestori patrimoniali, ai rischi macrofinanziari connessi alla leva e alla pro-ciclicità dei flussi di capitale, nonché alle crescenti implicazioni sistemiche e geopolitiche derivanti dalla concentrazione degli investimenti in settori e infrastrutture strategiche delle catene globali del valore. 

L’evoluzione normativa italiana al 2025, guidata dal Testo unico della finanza e dalle direttive europee come la Mifid II e la Csrd, sta spostando l’attenzione verso una governance strategica e sostenibile. L’integrazione dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance) nei processi di allocazione del capitale e il rafforzamento dei poteri speciali (Golden Power) dello Stato riflettono la necessità di bilanciare l’apertura ai mercati con la degli interessi nazionali e la economica. 

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata