venerdì 14 Agosto 2026

Invecchiamento attivo, Vaia: “Serve un welfare che accompagni le persone e renda praticabile la prevenzione”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Nel Paese cresce la consapevolezza delle persone sull’importanza della prevenzione, ma il sistema deve adeguarsi. Dobbiamo andare verso un ‘ generativo’, capace di coinvolgere anche le aziende e di rendere concretamente praticabili le scelte di “. Soprattutto quando la è garantire un invecchiamento attivo. E’ il messaggio lanciato da Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità garante dei delle persone con , durante un incontro (‘L’ che cambia: l’invecchiamento attivo delle persone con disabilità’) che si è tenuto nell’ambito di ExpoAid, il più grande evento nazionale dedicato al Terzo settore e alla disabilità, in corso a Rimini fino a sabato 27 giugno.  

L’esperto immagina un welfare capace di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita e richiama la necessità di superare una visione dell’invecchiamento legata soltanto alla malattia. “L’invecchiamento attivo – assicura – comincia dall’allattamento al seno e prosegue con il calendario della salute, ovvero innanzitutto la prevenzione primaria e quindi le vaccinazioni, l’alimentazione corretta e l’ fisica”.  

Il tema è ancora più rilevante per le persone con disabilità che invecchiano. “Le famiglie sono quasi sempre caregiver, ma oggi le persone con disabilità vivono più a lungo e accade sempre più spesso che si debbano prendere cura dei anziani”, evidenzia Vaia. “Il legislatore deve farsi carico di una necessità nuova, legata alla transizione demografica in atto”. Per Vaia serve quindi ripensare il modello sociale, promuovendo anche forme di cohousing intergenerazionale e comunità di far vivere insieme persone con e senza disabilità. “Dobbiamo costruire un piano nazionale sull’invecchiamento attivo realmente finanziato, attuabile e capace di cambiare la vita delle persone”, ha concluso. 

salute/sanita

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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