giovedì 16 Luglio 2026

Territorio, Shift: da Nature-Based Solutions benefici ambientali chiari

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Le Nature-Based Solutions (Nbs) non sono più una semplice sperimentazione ambientale. In molti contesti sono già tecnicamente mature, efficaci e, se valutate lungo l’intero ciclo di vita, anche competitive rispetto alle tradizionali. Il punto, oggi, non è più chiedersi se funzionino, ma come renderle parte ordinaria della pianificazione urbana, ambientale e idrica. È questa la principale evidenza che emerge dal nuovo paper di Shift dedicato alle Nature-Based Solutions e ai sistemi di drenaggio sostenibile per la gestione delle acque.  

Lo studio, sviluppato all’interno della piattaforma multi-stakeholder promossa da Cap, analizza alcune delle esperienze più avanzate realizzate in e in Europa, mettendo in luce benefici, condizioni di successo e ostacoli ancora da superare. 

Perché queste soluzioni escano dalla dimensione della buona pratica isolata e diventino la norma, la sfida principale è superare l’approccio episodico e i finanziamenti una tantum. Secondo l’, trattandosi di infrastrutture ‘vive’, la cui performance biologica e idraulica dipende dalla continuità della cura, i modelli di finanziamento non possono limitarsi a coprire l’investimento iniziale, ma devono garantire adeguati flussi di cassa per le spese operative (Opex) nel lungo . Diventa quindi indispensabile strutturare meccanismi stabili e programmabili, come il riconoscimento dei costi in tariffa nel servizio idrico integrato, schemi di pagamento per i ambientali (Pes) o tributi vincolati commisurati al grado di impermeabilizzazione delle superfici. 

Lo studio dimostra come le Nature-Based Solutions rappresentano una ambientalmente virtuosa, sebbene non sempre economicamente pienamente sostenibile. Dall’analisi dei migliori casi italiani ed europei emergono elementi problematici da superare per rendere queste soluzioni pienamente scalabili: la sostenibilità finanziaria e l’integrazione delle soluzioni all’interno della pianificazione ordinaria.  

In Italia, la capacità di superare la logica del singolo intervento isolato trova la sua massima espressione nel programma ‘Città Spugna’. Con un investimento di circa 50 milioni di euro da fondi Pnrr destinati a 88 interventi diffusi in 32 Comuni, la Città metropolitana di Milano rappresenta una delle esperienze nazionali più avanzate. 

Questa efficacia multidimensionale si traduce in un’immediata efficienza economica anche sul piano impiantistico locale: a Merone (Como), ad esempio, una wetland aerata per trattare gli sfioratori di piena intercetta il doppio dei volumi d’acqua rispetto a un’opera grigia, riducendo sensibilmente i costi operativi. Analogamente, il parco dell’acqua di Gorla Maggiore (Varese) e le infrastrutture realizzate dal di Bonifica Acque Risorgive nella Laguna di Venezia confermano come i benefici collettivi e i servizi ecosistemici generati superino ampiamente i costi di realizzazione e di gestione delle opere tradizionali. 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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