mercoledì 30 Settembre 2026

Caldo, Pregliasco avverte: “Ogni giorno in più aumenta stress per cuore e metabolismo”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
“Ogni giorno in più di esposizione al caldo aumenta lo stress cardiovascolare, respiratorio e metabolico. Soprattutto negli anziani, nei pazienti cronici, nelle persone fragili, ma sempre più spesso anche in soggetti giovani e apparentemente sani”. Punta l’accento sui rischi associati alla durata delle ondate di calore Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di .  

“Il caldo che sta interessando l’Italia non può più essere considerato soltanto un evento meteorologico eccezionale”, spiega il medico. “Le temperature elevate che si susseguono da settimane, accompagnate da tassi di umidità elevati e da , stanno determinando un impatto crescente sulla salute della popolazione e sulla tenuta del sistema sanitario. Il caldo – avverte Pregliasco – non agisce come un fenomeno isolato che si esaurisce nell’arco di una giornata. È un fattore di rischio che si accumula nel tempo”.  

“Gli effetti sono ormai evidenti anche nei servizi sanitari, con un incremento degli accessi ai pronto soccorso per disidratazione, colpi di calore, scompensi cardiaci, insufficienza respiratoria, aggravamento delle patologie croniche e cadute favorite da ipotensione e disorientamento”, osserva il past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International. “Non possiamo limitarci a contare i bollini rossi – ammonisce – È necessario misurare anche il reale impatto sanitario delle ondate di calore, attraverso sistemi di epidemiologica tempestivi che consentano di valutare ricoveri, accessi ai servizi di e mortalità correlata. Solo disponendo di aggiornati è possibile programmare interventi efficaci e proteggere le persone più vulnerabili”. 

“Anche i temporali intensi nelle regioni settentrionali – prosegue Pregliasco – non devono indurre a un senso di sicurezza. L’arrivo di temporali può attenuare temporaneamente le temperature, ma introduce altri rischi sanitari legati a grandinate, raffiche di , fulmini e fenomeni meteorologici estremi. È l’altra faccia del cambiamento climatico, che rende sempre più frequente l’alternanza tra caldo eccezionale ed eventi atmosferici violenti. La prevenzione rimane lo strumento più efficace: mantenere una corretta idratazione, evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, utilizzare adeguatamente gli ambienti climatizzati, limitare l’attività fisica nelle ore più calde e verificare quotidianamente le di anziani, persone e pazienti con malattie croniche. Le ondate di calore sono diventate una componente stabile delle estati italiane – ribadisce l’esperto – e richiedono una risposta strutturale che coinvolga sanità, Protezione civile, amministrazioni locali e cittadini. Il cambiamento climatico è ormai anche una sfida sanitaria e va affrontato con strumenti di prevenzione, monitoraggio e adattamento adeguati alla nuova realtà”. 

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