Il Consiglio comunale di Ancona finisce al centro delle polemiche dopo l’intervento di Maria Grazia De Angelis, consigliera di Fratelli d’Italia. Il 13 ottobre, durante la discussione di una mozione dedicata alla difesa dei cristiani perseguitati nel mondo, l’esponente politica pronuncia una frase destinata a provocare forti reazioni: «In confronto ad alcune parti del mondo dove i cristiani sono perseguitati, Gaza sembra una riviera romagnola».
La consigliera richiama la situazione di milioni di cristiani che, secondo le sue dichiarazioni, subiscono persecuzioni, violenze e privazioni della libertà in diverse aree del pianeta. Nel suo intervento cita anche uccisioni di bambini e donne costrette alla schiavitù sessuale. Il paragone con Gaza, tuttavia, sposta il confronto politico dal contenuto della mozione alle condizioni della popolazione palestinese e alle sofferenze causate dal conflitto.
L’opposizione lascia l’aula
Le parole di De Angelis suscitano la protesta dei gruppi di centrosinistra. Francesco Rubini, capogruppo di Altra idea di città, contesta duramente l’intervento e lascia l’aula. I consiglieri del Partito Democratico seguono la stessa strada, chiedendo al sindaco Daniele Silvetti di prendere le distanze dalle dichiarazioni della collega di maggioranza.
Anche la consigliera di Forza Italia Giulia Fedele distingue il contenuto della proposta dalle modalità con cui la promotrice ha sostenuto le proprie ragioni: «Confermo il voto favorevole in merito a quanto scritto dalla mozione, ma mi dissocio da quanto detto». Il presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi esprime a sua volta una posizione critica sull’intervento, pur sostenendo il testo del documento.
La mozione passa con 19 voti favorevoli
Nonostante le tensioni, la maggioranza porta avanti la votazione e approva la mozione con 19 voti favorevoli e un’astensione, quella di Francesco Andreani. L’atto punta a promuovere la tutela delle persone perseguitate per motivi religiosi e a richiamare l’attenzione sulle violenze contro i cristiani.
La vicenda lascia però aperto lo scontro politico sulle parole pronunciate in aula e sul rispetto dovuto alle vittime dei conflitti. Il confronto sulla libertà religiosa si trasforma così in una polemica che coinvolge i rapporti tra maggioranza e opposizione e il ruolo delle istituzioni davanti a temi internazionali particolarmente delicati.
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